Juventus, Amauri: “È il derby del rischio, Juve più abituata alle pressioni”

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In esclusiva a Tuttojuve, Amauri ex bianconero e granata, ha rilasciato un’intervista sulla situazione attuale della Juventus:

A tuo giudizio, quale è la squadra che rischierebbe di più in caso di sconfitta? “Penso che entrambe le squadre abbiano molto da perdere. Questo sarà un derby particolare, perché era dai miei tempi che la Juve non era prima in classifica a questo punto della stagione e il Torino sta lottando per salvarsi. I bianconeri, poi, arrivano all’incontro senza Bonucci che è un’assenza molto importante per tutta la squadra. La qualificazione in Champions, in caso di sconfitta, potrebbe esser ancor più in salita”.

Sì, però mancano ancora tante partite. E c’è sempre Juve-Napoli da recuperare: “E’ vero, però il Napoli in caso di vittoria scavalcherebbe la Juve e giocherebbe con un altro piglio lo scontro diretto di mercoledì. E c’è anche l’Atalanta, al momento a pari punti con i bianconeri, che potrebbe definitivamente conquistare il terzo posto. Ad oggi queste sono tutte ipotesi, ma da ora in poi la squadra di Pirlo non dovrà più sbagliare nemmeno un piccolo dettaglio”.

Dicevi che rischiano entrambe, ma chi avrà più paura di sbagliare? “Credo che il Toro avrà un po’ più di paura di sbagliare, la Juve è più abituata a certe pressioni. Ho visto la partita dei bianconeri con il Benevento, non hanno giocato molto bene anche se il gol è arrivato da un errore individuale. E’ un momentaccio, nel calcio può succedere questo genere di situazione. Per la prima volta, sono davvero indeciso sull’esito del derby”.

Come si può superare questo brutto momento? Quale può essere la medicina giusta? “Non è il primo momentaccio che la Juve attraversa nel corso della sua magnifica storia, anche quando erano presenti campioni come Del Piero, Trezeguet, Nedved, Buffon e Camoranesi è accaduto. Conosco bene l’ambiente, qui si vuol sempre vincere anche al Fantacalcio. I tifosi, che vincono da svariati anni, non sono più abituati ad arrivare secondi o terzi, a maggior ragione se nella loro squadra giocano Ronaldo, de Ligt, Chiesa e tutti gli altri campioni. Perché, a mio parere, l’organico è stratosferico per i nomi che ci sono”.

Ti aspetti tanto da Cristiano per questo incontro? “Sì, la Juve conta sempre davvero tanto sui suoi gol. L’ho visto che in nazionale è riuscito ad aggiornare il suo score. Ormai è vicinissimo, anche lì, a raggiungere un importantissimo record. Se non dovesse vincere il campionato, farà di tutto per portare a casa il titolo di capocannoniere. A chi lo critica suggerisco di provar lui, a 36 anni, a far ciò che fa in campo lui”.

Abbatte ogni tipo di record, ma su punizione fa davvero tanta fatica: “Questa è una cosa davvero strana, in carriera non ho mai saputo calciare le punizioni e quindi non ho idea del perché stia accadendo ciò. Però sto notando che non è l’unico a far fatica, quindi può essere un momento così. Per me Cristiano è capace di far di tutto sul terreno di gioco, anche di decidere Toro-Juve con un calcio piazzato da oltre 40 metri”.

Che cosa pensi di Federico Chiesa? “E’ l’uomo in più della Juve, ha davvero avuto un grande impatto. Non è mai semplice arrivare qui e far subito bene, per cui ritengo Federico un valore aggiunto non solo per questi colori ma anche per la nazionale. Sarà uno dei giocatori più importanti dell’Italia di Mancini ai prossimi Europei. Locatelli? Sì, ho letto dell’interesse della Juventus. Se la dirigenza ha messo gli occhi su di lui, significa che possiede un qualcosa di speciale. Potrebbe esser pronto per una big”.

Anche se il tuo sogno, mai nascosto tra l’altro, è il ritorno di Pogba: “Ho un po’ cambiato idea, sarebbe un po’ come se tornassi al Palermo. L’attuale politica della Juve è improntata molto sui giovani, l’unico che ho visto ritornare in tempi recenti è Higuain ma perché era un giocatore di proprietà del club. Nonostante la presenza di Cristiano e di Dybala, si era messo a disposizione ed era riuscito ad esser decisivo in molte sfide dello scorso anno. Pogba è ancora giovane, ma ha fatto la sua storia. Ho letto anche di Aguero, credo verrebbe acquistato più per una questione di marketing”.

Buffon e Chiellini potrebbero andar via, qual è la tua opinione a riguardo? “Spero di no, perché Gigi e Chiello sono due figure importantissime per trasmettere il dna della Juve. Come spesso sostengo, il loro apporto non è essenziale solo in campo. Mi accodo a chi chiede la loro permanenza, spero possano rimanere”.

Ci credi ancora allo scudetto? “Bisogna crederci, anche se è difficile. Da tifoso fatico a leggere il nome della prima in classifica, ma in caso di successo sarebbe meritato perché l’Inter al momento è la squadra che sta dimostrando più continuità. E concludere un’annata che potrebbe esser negativa con due titoli su quattro, a mio avviso, non sarebbe male. Mourinho ci diceva ‘zeru tituli’, qui non accadrebbe questo (sorride ndr)”.

Che idea ti sei fatto, invece, della vicenda che ha coinvolto McKennie, Arthur e Dybala che hanno infranto il coprifuoco? “Ho sperato fosse un pesce d’aprile, ma invece non lo era. E’ stata una mancanza di rispetto non solo nei confronti di società e tifosi, ma anche per tutte quelle persone che rispettano le regole. Viviamo ancora in tempo di pandemia, dove le persone muoiono ogni giorno. Anche ai miei tempi sono successe queste cose, ma qui il contesto è totalmente differente. E poi tra pochi giorni c’è un derby importantissimo, è un match a cui bisogna prestare il massimo dell’attenzione. Sono stati degli irresponsabili, non ci sono scuse perché questa è una figuraccia mondiale”.

Fonte: Tuttojuve.com

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