CALCIOMERCATO
Paratici si racconta: “La Juve era vent’anni avanti. Ronaldo? Ha cambiato tutto”
Fabio Paratici ripercorre il ciclo vincente della Juventus, spiegando i segreti dei nove scudetti consecutivi e l’impatto dell’arrivo di Cristiano Ronaldo
In una lunga intervista rilasciata a Paolo Condò per il Corriere della Sera, Fabio Paratici torna a parlare della sua esperienza alla Juventus, ripercorrendo gli anni dominanti in bianconero e affrontando anche i temi più delicati della sua carriera.
“Nove scudetti? Eravamo avanti a tutti”
Paratici rivendica con decisione il ciclo vincente della Juventus, capace di conquistare nove scudetti consecutivi:
“Eravamo vent’anni avanti tutti gli altri. Un presidente visionario, un direttore sapiente, il talento che mi riconosco nel ‘vedere’ i calciatori, gli allenatori più preparati, i giocatori più seri”.
Un dominio costruito anche, secondo l’ex dirigente, sulle difficoltà delle rivali storiche:
“Le milanesi stavano affrontando il declino delle grandi famiglie proprietarie, e questo ha inciso”.
L’effetto Ronaldo: “Un valore enorme, ma ha cambiato gli equilibri”
Tra i momenti più iconici della sua gestione, l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Un’operazione che Paratici definisce fondamentale:
“Prezioso per la Juve, importante per tutto il campionato. Come Mourinho alla Roma, certe figure alzano il livello generale”.
Non manca però una riflessione critica sull’impatto tecnico:
“Segnando un gol a partita, Cristiano rese troppo facile la vita ai compagni, che avevano già vinto tanto”.
Un fattore che portò a cambiare guida tecnica per dare nuova energia al gruppo:
“Decidemmo di cambiare allenatore per dare una ‘shakerata’”.
Allegri e Sarri: due approcci diversi
Paratici spende parole importanti per Massimiliano Allegri:
“È il più intelligente di tutti, la sua capacità di relazione con i giocatori fa la differenza”.
Diverso il percorso di Maurizio Sarri, inizialmente più rigido dal punto di vista tattico:
“All’inizio ebbe qualche difficoltà, ma poi si adattò. E vinse lo scudetto, anche se molti lo dimenticano”.
Il caso plusvalenze: “Non mi sento colpevole”
Spazio anche al tema più controverso, quello legato al caso plusvalenze, che ha portato a una lunga squalifica:
“Non mi sento colpevole di nulla. È stata un’esperienza molto pesante, durata cinque anni e mezzo”.
Paratici contesta il principio alla base della condanna:
“È stato applicato un criterio contabile mai visto prima. Negli atti si parla di strategie tecnico-finanziarie, non di plusvalenze gonfiate come si racconta”.
Infine, una riflessione sul sistema della giustizia sportiva:
“Nel processo sportivo non ti difendi, c’è poco da fare. Quello penale ho voluto chiuderlo per ricominciare a vivere”.
