CALCIOMERCATO
Juventus, il paradosso Openda: obbligo di riscatto e futuro già in bilico
La Juve rientra in zona Champions, ma scatta l’obbligo per Openda: investimento pesante e futuro incerto per l’attaccante
La Juventus ritrova la zona Champions grazie al successo di Bergamo e alla contemporanea sconfitta del Como, ma dietro il ritorno tra le grandi d’Europa si nasconde un paradosso economico che rischia di pesare sul futuro del club.
Il paradosso Openda: riscatto obbligato
L’uomo al centro della vicenda è Loïs Openda, arrivato in estate dal RB Leipzig con la formula del prestito oneroso da 3,3 milioni e un obbligo di riscatto fissato a 40,6 milioni.
Una cifra importante, che diventa inevitabile per via di una clausola precisa: il piazzamento tra le prime dieci della classifica. Obiettivo ormai centrato con sei giornate d’anticipo, grazie anche agli scontri diretti favorevoli.
Il risultato? Dopo 33 presenze e appena due gol stagionali, Openda diventa ufficialmente un giocatore della Juventus.
Sparito dai radar nel momento decisivo
Il vero problema, però, è il rendimento. L’attaccante belga è praticamente scomparso dalle rotazioni: appena un minuto giocato nelle ultime sei partite.
Un dato che racconta molto più delle statistiche. In un momento chiave della stagione, Openda non è stato considerato una risorsa tecnica affidabile.
Il nodo tattico con Spalletti
A complicare il quadro c’è la conferma di Luciano Spalletti, deciso a proseguire con il tridente offensivo. Un sistema in cui Openda fatica a trovare collocazione e continuità. La sensazione è che il problema non sia solo di forma, ma di compatibilità tattica.
Futuro già segnato: prestito inevitabile
Con queste premesse, una cessione in estate appare quasi certa. Tuttavia, c’è un ostacolo evidente: la valutazione.
Senza Mondiali e con una stagione deludente alle spalle, evitare una minusvalenza sembra impossibile. Per questo motivo, l’ipotesi più concreta è quella di un prestito, secco o con diritto di riscatto, per cercare di rivalutare il giocatore.
