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Torino- Juventus: predominio territoriale e controllo delle transizioni, le chiavi tattiche per indirizzare il Derby della Mole | Antonio Marino Match Analysis

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Torino- Juventus: l'analisi pre partita di Antonio Marino

Un Derby della Mole che vale una stagione

L’ultima giornata ci mette davanti a un Derby della Mole che pesa enormemente nella corsa Champions. I precedenti recenti confermano il nostro dominio nella stracittadina — 16 vittorie e 7 pareggi nelle ultime 23 contro il Torino — ma gare come queste si spostano quasi sempre lontano dalla componente statistica. Ritmo emotivo, gestione dei duelli, seconde palle e controllo dei momenti della partita finiscono spesso per avere un peso superiore persino alla qualità tecnica complessiva delle due squadre.

 Per raggiungere la prossima Champions serviranno anche combinazioni favorevoli dagli altri campi, ma il primo pensiero deve restare uno soltanto: vincere noi. E servirà una gara gestita con lucidità, senza perdere equilibrio nei momenti sporchi che inevitabilmente il derby porterà dentro la partita.

Il Torino di D’Aversa ha trovato più ordine, ma resta vulnerabile quando viene schiacciato

Nelle ultime settimane il Torino ha alternato prestazioni diverse tra loro — sconfitta a Cagliari, vittoria interna contro il Sassuolo e ko a Udine — però dentro queste gare si sono viste caratteristiche abbastanza riconoscibili della gestione D’Aversa.

La sensazione è quella di una squadra oggi più corta nelle distanze e più disciplinata nella protezione centrale del campo rispetto a qualche mese fa. Anche nelle sconfitte, infatti, il Torino ha cercato quasi sempre di difendere con linee strette, abbassando parecchio il ritmo della partita e provando a togliere spazio soprattutto tra le linee.

Contro l’Udinese questa struttura ha funzionato soltanto a tratti. Quando i friulani sono riusciti a consolidare il possesso attorno alla trequarti, il Torino ha iniziato invece a perdere compattezza laterale, soprattutto nelle uscite dei quinti.

Ed è probabilmente lì che possiamo trovare gli spazi più interessanti.

La trasformazione offensiva granata

In possesso il Torino continua a partire da una struttura molto vicina al 3-4-1-2, ma quando riesce a stabilizzarsi nella metà campo offensiva i quinti si alzano rapidamente e la squadra occupa ampiezza con molti uomini.

Pedersen tende ad aprirsi molto presto già durante la prima costruzione, cercando di abbassare l’esterno avversario e creare spazio interno per Vlasic. È una soluzione che il Torino ha ricercato spesso anche contro il Sassuolo, soprattutto sul lato forte.

Vlasic resta il giocatore che dà qualità alla rifinitura. Nelle ultime gare si è abbassato con maggiore frequenza accanto al mediano per uscire dalla prima pressione e ricevere fronte porta. Quando riesce a girarsi centralmente, il Torino porta poi tanti uomini dentro l’area con tempi abbastanza aggressivi.

Per questo dovremo sporcare subito quelle ricezioni.

Limitare Vlasic sarà fondamentale

Locatelli dovrà lavorare tanto nella schermatura centrale, ma sarà importante anche il comportamento dei difensori nell’accorciare in avanti.

Kalulu, soprattutto, dovrà leggere bene i movimenti preventivi di Vlasic verso la zona di rifinitura. Contro il Sassuolo il croato ha creato parecchi problemi proprio abbassandosi tra le linee e attirando fuori posizione il centrale avversario, aprendo poi spazio alle corse interne degli altri uomini offensivi.

Se gli concediamo ricezioni pulite vicino ai nostri sedici metri, il Torino può aumentare rapidamente volume offensivo.

Attenzione alle corsie laterali

Gran parte della pericolosità granata continua a svilupparsi lateralmente. La catena Coco-Pedersen resta quella che accompagna meglio l’azione, soprattutto quando il Torino riesce a consolidare possesso nella metà campo avversaria.

A destra Holm dovrà quindi gestire con attenzione la profondità alle proprie spalle, evitando di farsi trascinare troppo alto nei primi duelli. Il Torino cerca spesso di attaccare immediatamente quello spazio appena trova una ricezione pulita sul lato.

A sinistra servirà invece fare una gara molto aggressiva con Kelly nelle uscite laterali. A Udine il Torino ha sofferto parecchio proprio quando gli avversari sono riusciti a rompere la loro catena esterna con conduzioni rapide e attacchi immediati dello spazio interno.

Anche il lavoro di rientro con Cambiaso sarà fondamentale per non subire attacchi diretti 1vs1 su Kelly.

Dove possiamo far male al Torino

La sensazione è che gli spazi più attaccabili siano soprattutto tra Coco e Pedersen, zona che il Torino continua a proteggere con difficoltà quando il quinto viene portato fuori linea.

Qui il lavoro di Boga può diventare molto importante. Se riuscirà a trascinare fuori posizione Pedersen, potremo aprire corridoi interni interessanti per gli inserimenti con Cambiaso e McKennie.

Contro il Cagliari il Torino ha sofferto proprio questo tipo di situazione: movimenti larghi dell’esterno avversario, linea difensiva costretta ad allungarsi e spazio che si apre dentro il mezzo spazio.

Ed è lì che dovremo essere rapidi.

Conceição dovrà verticalizzare subito

Conceição dovrà aiutarci a generare superiorità diretta nell’uno contro uno contro Obrador, soprattutto quando riuscirà a ricevere isolato.

La chiave però sarà la giocata immediatamente successiva. Nelle ultime partite, dopo aver saltato l’uomo, ha spesso rallentato l’azione tornando nuovamente all’esterno. Contro un Torino che tende a ricompattarsi molto velocemente, invece, servirà immediatezza nella rifinitura.

Una volta creata superiorità, dovremo attaccare subito l’area portando negli ultimi 25 metri almeno 5-6 elementi.

Riattacco continuo e seconde palle

È probabile che il derby si sviluppi con noi stabilmente dentro la metà campo granata per lunghi tratti. In queste partite però il rischio più grande è diventare prevedibili e far respirare l’avversario dopo il primo cross o la prima giocata respinta.

Per questo, recupero delle seconde palle e riaggressione immediata avranno un peso enorme.

Il Torino tende a proteggere bene la prima situazione dentro l’area, ma quando la linea viene schiacciata troppo vicino alla porta perde aggressività nelle uscite successive.

Vlahovic dovrà attaccare continuamente la linea

Dentro i sedici metri servirà una gara molto aggressiva di Vlahovic.

Con i suoi movimenti dovremo costringere i centrali granata a correre verso la propria porta, senza dare riferimenti puliti. Attacco del primo palo, movenze frontali e presenza continua nell’area piccola.

Il vero snodo del match

La partita si gioca sulla nostra capacità di alzare il livello nei dettagli dentro l’ultimo terzo. In un derby che sarà bloccato, dove gli spazi si riducono e le linee si abbassano rapidamente, farà la differenza la qualità delle scelte negli ultimi metri e la lucidità nell’attaccare i pochi varchi che il Torino concederà tra una densità e l’altra.

Sarà lì che si sposta il peso della gara: nella precisione delle giocate decisive, non nella quantità di possesso.

 

Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis

Football Analysis Professional – Tactical and Performance Expertise

 

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