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Standard Liegi 0-1 JUVENTUS: l’analisi tattica | Antonio Marino Match Analysis

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Standard Liegi 0-1 Juventus: l’analisi di Antonio Marino

Un test più probante

La seconda uscita stagionale ci ha messo di fronte a uno Standard Liegi più avanti nella preparazione. Nella prima parte di gara abbiamo accettato ritmi elevati senza perdere compattezza; con il passare dei minuti siamo riusciti ad accorciare con maggiore continuità dopo ogni perdita del possesso, andando a ridurre progressivamente il tempo di costruzione degli avversari.

La struttura in possesso

In fase di possesso ci siamo disposti con un 2-1-4-3, sviluppando la costruzione attraverso Locatelli davanti ai centrali e una linea offensiva molto ampia. Cambiaso e Kalulu ci hanno garantito ampiezza in zone avanzate, mentre con Douglas Luiz e Adzic abbiamo occupato con continuità la trequarti. Questo sistema ha creato dubbi nella prima pressione avversaria: la posizione di Locatelli ha obbligato lo Standard a scegliere tra l’uscita sul portatore e la protezione degli spazi interni, generando tempi e linee di passaggio più favorevoli per la progressione. La corretta occupazione degli spazi ha aumentato i tempi di pensiero disponibili, rendendo più fluida la circolazione e più efficace la progressione.

L’organizzazione senza palla

Senza possesso abbiamo mantenuto un 4-3-2-1 ben riconoscibile, con Douglas Luiz e Adzic incaricati di indirizzare la prima pressione. Locatelli ha protetto lo spazio centrale davanti alla difesa, impedendo allo Standard di trovare ricezioni pulite tra le linee, indirizzando la loro costruzione verso zone laterali meno propizie. Con Cambiaso e Kalulu abbiamo accompagnato la pressione con diagonali precise, chiudendo gli spazi interni e aumentando la densità attorno al pallone. La sincronizzazione collettiva ci ha permesso di accorciare in avanti, recuperando diversi possessi senza perdere equilibrio.

Il confronto tattico

Lo Standard Liegi ha costruito con un 4-3-3 lineare, lasciando libertà al centrocampista offensivo tra le linee. In fase difensiva si è ricompattato in un 4-5-1, aumentando la pressione sulle ricezioni di Douglas Luiz e Adzic. Questa situazione ci ha richiesto maggiore mobilità tra le linee: muovendo le nostre mezzali in modo alternato abbiamo evitato riferimenti statici per il blocco avversario, creando spazi di ricezione alle spalle del centrocampo dello Standard.

Un equilibrio con segnali positivi

La prima frazione si è sviluppata prevalentemente nella zona centrale, dove è stato gestito il 42% del possesso complessivo. Abbiamo creato 4 situazioni potenzialmente pericolose senza però riuscire a finalizzare, mentre quelle concesse sono state 3 e  sono nate principalmente da perdite di palla in fase di consolidamento, quando la struttura di riaggressione non era ancora completamente organizzata e lo Standard ha potuto attaccarci negli spazi lasciati liberi.

Il momento migliore della ripresa

Il primo quarto d’ora del secondo tempo ha rappresentato il nostro momento di maggiore continuità. Con l’ingresso di Oboavwoduo abbiamo aumentato la presenza nell’ultimo terzo alternando movimenti incontro e attacchi della profondità: questo comportamento ha costretto i centrali dello Standard a scegliere se seguirlo o proteggere lo spazio alle loro spalle, liberando corridoi per le ricezioni dei nostri centrocampisti. I suoi movimenti senza palla hanno modificato i riferimenti difensivi avversari: uscendo dalla zona di riferimento e attaccando successivamente la profondità, con Justin abbiamo creato spazio tra centrale e terzino consentendo ai nostri elementi di ricevere con maggiore libertà.

Più velocità nel possesso

Dopo il vantaggio firmato da Miretti sugli sviluppi di una punizione da dentro la mezzaluna, abbiamo aumentato la velocità della circolazione nella metà campo dello Standard, riducendo il tempo concesso agli avversari per ricomporre il blocco difensivo. La riduzione dei tempi tra una trasmissione e la successiva ha impedito ai “Rossi” di orientare la pressione con continuità, così da mantenere il possesso in avanti e di difendere attraverso il controllo del pallone.

L’impatto di Owusu

L’ingresso di Owusu ci ha dato maggiore stabilità nella gestione della fase centrale, grazie alla sua capacità di occupare correttamente lo spazio alle spalle della pressione, offrendo sempre una lineadi passaggio pulita. I 3 recuperi e i 9 passaggi progressivi riusciti su 10 hanno evidenziato personalità e qualità nelle due fasi. La sua postura prima della ricezione gli ha consentito di giocare rapidamente a uno o due tocchi, aumentando il vantaggio temporale rispetto alla pressione.

Intensità e gestione del possesso

L’assenza di un riferimento offensivo stabile ci ha portato a ricercare maggiormente le corsie laterali, dove potevamo creare superiorità attraverso le rotazioni tra esterno, terzino e mezzala. Con il trascorrere dei minuti la circolazione ha perso parte della sua velocità, privilegiando una gestione più controllata del possesso. L’organizzazione preventiva è rimasta stabile anche nelle fasi di possesso prolungato, permettendoci di avere sempre uomini pronti alla riaggressione, limitando gli spazi attaccabili dallo Standard dopo la perdita del pallone.

Le indicazioni più importanti

Owusu e Oboavwoduo hanno mostrato una buona capacità di interpretare i principi collettivi richiesti: il primo nella gestione dei tempi del possesso e delle distanze in mediana, il secondo nella capacità di muovere i riferimenti difensivi attraverso i movimenti senza palla. La crescita passerà dall’attitudine di rendere sempre più breve la distanza tra percezione, interpretazione, decisione ed esecuzione: trasformare una lettura corretta in una scelta immediata sarà il fattore decisivo per aumentare il vantaggio rispetto all’avversario.

Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis

Football Analysis Professional – Tactical and Performance Expertise

 

I marchi, i dati e le immagini citati appartengono ai legittimi titolari. Il presente contenuto è frutto di analisi indipendente e non rappresenta in alcun modo la Juventus S.p.A. L’analisi si basa esclusivamente su fonti pubbliche ufficiali. Tutti i contenuti sono tutelati dalle vigenti normative sul diritto d’autore; è vietata qualsiasi riproduzione non autorizzata.

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