PRIMA SQUADRA
JUVENTUS-Milan: l’analisi pre partita | Antonio Marino Match Analysis
Un Milan già riconoscibile
Nella terza giornata ci apprestiamo ad affrontare un Milan che, come noi, ha conquistato sei punti nelle prime due gare. Il nuovo percorso tecnico con Amorim sta mostrando già le prime risposte, attraverso un 3-4-2-1 come struttura di riferimento. Dovremo essere bravi a leggere il Milan nelle sue relazioni, perché la qualità dei singoli nasce per gran parte dagli spazi che riescono a generarsi reciprocamente. Per noi sarà fondamentale riconoscere queste connessioni prima che possano trasformarsi in vantaggi concreti.
Il territorio dei trequartisti
In fase di non possesso sarà decisivo non concedere ricezioni pulite ai due trequartisti nei nostri 35 metri. Cissé non dovrà trovare il tempo per preparare il destro d’interno, soluzione dalla quale può diventare pericoloso con grande rapidità. Su Rabiot serviranno attenzione e astuzia per impedirgli di trasformare la ricezione in una progressione. Lucumí potrà mantenere qualche metro di distanza, proteggendo la profondità e accompagnando l’avversario senza farsi trascinare fuori posizione. L’obiettivo sarà togliere ai due uomini alle spalle della punta il tempo necessario per orientarsi e far avanzare l’azione.
Spezzare la verticalizzazione
Quando il Milan cercherà soluzioni verticali dalla propria metà campo, sarà importante togliere subito continuità alla giocata. Rabiot e Gonçalo Ramos sono i due riferimenti capaci di ricevere, proteggere il pallone e accompagnare in avanti la manovra. Saremo chiamati ad accorciare su entrambi, evitando che possano consolidare il possesso dopo una prima palla diretta. Lì servirà una marcatura aggressiva, ma senza perdere il controllo della profondità dietro. Se riusciremo a interrompere questa connessione, costringeremo i rossoneri a ricominciare lontano dalla nostra area.
Isolare Chukwueze
Quando Chukwueze salirà, Çelik dovrà proteggere la zona interna, accompagnandolo verso la linea laterale. Sarà importante ridurre le sue possibilità di accentrarsi, costringendolo a ricevere in una porzione di campo meno favorevole. Non saremo tenuti ad aggredirlo troppo presto, lasciandogli meno margine per sfruttare la rapidità nell’uno contro uno. Isolandolo sull’esterno, potremo limitarne l’incidenza e controllare meglio anche le combinazioni che il Milan proverà a costruire sul quel lato.
Chiudere la regia
Sul nostro lato sinistro serviranno ordine e velocità nelle marcature preventive quando il pallone entrerà nella nostra metà campo. Avremo il compito di accorciare istantaneamente sul portatore, chiudendo le linee interne prima che Modrić possa orientare il possesso. Il Pallone d’Oro sarà il principale riferimento della regia rossonera e concedergli tempo significherebbe permettergli di scegliere dove spostare la partita. Sarà doveroso difendere prima la giocata, non soltanto il giocatore, mantenendo compatte le connessioni nella zona centrale.
La nostra corsia di vantaggio
A destra potremo costruire una delle situazioni più interessanti della gara, sfruttando i tempi di pressione del Milan. Quando Douglas Luiz condurrà palla, considerando le mappe di pozione medie Musah non sempre riuscirà ad accorciare con immediatezza in quanto tende come compito primario a proteggere la zona interna, lasciandoci la possibilità di verticalizzare celermente verso Conceição che dovrà poi cercare l’interno, attaccando lo spazio tra Bartesaghi o Estupiñán e Pavlović. La fisicità del centrale serbo può diventare un limite quando sarà costretto a difendere movimenti rapidi e cambi di direzione. Sarà lì che potremo creare superiorità, portando il Milan a scegliere tra proteggere il centro o concedere campo alla nostra giocata.
La qualità tra le linee
Nella nostra fase di possesso, Nico González dovrà darci qualità tra le linee, muovendosi con tempi e sensibilità da trequartista. Sarà importante trovarlo alle spalle della mediana, quando i movimenti esterni avranno attirato l’attenzione dei difensori. Da quelle ricezioni potremo accelerare l’azione, cercando combinazioni veloci prima che il Milan riesca a ricomporre le proprie distanze. La capacità di Nico di ricevere orientato potrà diventare una delle chiavi per attaccare centralmente la loro organizzazione.
Due modi per attaccare l’area
Con Kolo Muani in campo, negli ultimi 25 metri bisognerà privilegiare velocità e precisione, cercando combinazioni rasoterra e a pochi tocchi. Con Woltemade cambierà la natura della minaccia, perché la combinazione tra fisico e tecnica gli permette di attaccare la profondità e calciare anche dalla distanza. Il suo destro potrà offrirci una soluzione ulteriore, costringendo la difesa di Amorim a proteggere anche la zona esterna all’area uscendo in tempi minori e creando vuoti nella linea utili per le incursioni delle nostre mezzali.
Il momento della transizione
Dopo una riconquista, la prima giocata dovrà cercare la verticalità quando riusciremo a recuperare palla sulla destra. Conceição potrà diventare il riferimento per attaccare una linea ancora aperta, sfruttando la distanza tra esterno e centrale. Sarà importante accompagnare la sua iniziativa con uomini vicini, così da trasformare la prima accelerazione in una situazione di superiorità. Al contrario, dopo una nostra perdita servirà attenzione alle preventive, evitando che Rabiot e Gonçalo Ramos possano ricevere fronte alla porta; la gestione di quei primi secondi potrà determinare dove si giocherà l’azione successiva.
La misura della partita
La differenza la farà chi riuscirà a leggere un attimo prima ciò che sta per accadere. Noi dovremo avere questa lucidità, perché spesso una partita di questo livello si decide nella qualità delle scelte più piccole.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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