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JUVENTUS-Lazio: l’analisi pre partita | Antonio Marino Match Analysis

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Juventus-Lazio: l’analisi pre partita di Antonio Marino

Coesione e automatismi: la Lazio oltre i risultati

Alla settima giornata di campionato affrontiamo una Lazio che ha evidenziato solidità e buoni automatismi, trovando un equilibrio efficace tra le diverse fasi di gioco. Le cinque vittorie e il pareggio, accompagnati da undici reti realizzate e quattro incassate, delineano un avvio di campionato convincente. Per imporre la nostra partita, sarà determinante sviluppare una circolazione qualitativa, capace di sollecitare gli spostamenti del blocco laziale e individuare gli spazi che potranno aprirsi tra i reparti o sul versante opposto.

Il 4-5-1: compattezza e pressione orientata

In fase difensiva, la Lazio si dispone in un 4-5-1 partendo dal 4-3-3 iniziale, con l’obiettivo di presidiare il corridoio centrale e indirizzare la nostra costruzione verso le corsie esterne. Belahyane può avanzare oltre la metà campo per innescare la pressione, accompagnato dai movimenti dei compagni, così da ridurre il tempo concesso al portatore e condizionarne le scelte. Sul lato della palla, l’esterno offensivo ripiega a sostegno del terzino, mentre il reparto mediano scivola lateralmente per limitare le ricezioni tra le linee. Sul versante debole, l’esterno opposto si accentra per proteggere gli spazi interni e garantire copertura in caso di cambio di fronte. Sarà importante attirare la pressione senza forzare soluzioni verticali quando le linee di passaggio risulteranno presidiate. Una circolazione rapida e precisa potrà dislocare il blocco avversario, consentendoci di cambiare gioco prima che ritrovino le distanze. Qualora la Lazio conservasse la propria compattezza, sarà essenziale evitare accelerazioni improduttive e consolidare il possesso, insistendo su spostamenti coordinati fino a generare una ricezione fronte alla porta o una superiorità utile a guadagnare campo.

Ampiezza dei terzini e occupazione dei mezzi spazi

In possesso, la Lazio può coinvolgere i terzini tanto nella costruzione iniziale quanto nelle successive progressioni, distribuendo le occupazioni tra corsie laterali e zone intermedie. Tavares e Floriani possono assicurare ampiezza e profondità lungo la linea laterale, favorendo gli accentramenti di Zaccagni e Isaksen nei mezzi spazi. Questa disposizione ci sottoporrà a una scelta costante: aggredire il portatore oppure preservare la protezione delle linee interne. Un’eccessiva distanza tra i nostri reparti potrebbe consentire agli avversari di ricevere negli ultimi venticinque metri o liberare il corridoio per l’avanzata del terzino. Quando la Lazio riuscirà a concentrare il nostro blocco sul lato della palla, dovremo riconoscere subito la possibilità di un cambio di gioco adeguando le coperture prima che il pallone raggiunga il versante opposto. Sarà altrettanto importante individuare le proiezioni esterne prive di un sostegno preventivo adeguato: il recupero del pallone potrà offrirci l’opportunità di attaccare lo spazio alle spalle del terzino, sfruttando la transizione prima che la struttura avversaria venga ricomposta.

Proteggere il centro e controllare i movimenti di Noslin

Per limitare l’efficacia della manovra laziale, dovremo mantenere distanze contenute tra centrocampo e difesa, proteggendo gli intervalli senza rinunciare a una pressione immediata sul portatore. Sarr sarà chiamato a contribuire all’orientamento della manovra avversaria verso le zone in cui potremo predisporre coperture efficaci, mentre McKennie avrà un ruolo importante nel presidio degli spazi intermedi e nel controllo delle ricezioni di Zaccagni tra le linee. Nei confronti dei movimenti di Noslin, Bremer dovrà calibrare ogni uscita in funzione della profondità da proteggere e delle coperture disponibili. Un’aggressione prematura rischierebbe di aprire corridoi centrali, mentre un atteggiamento troppo passivo potrebbe concedere all’attaccante il tempo per controllare e orientarsi verso la porta. Se Noslin verrà incontro per ricevere, dovremo stabilire chi possa seguirlo senza compromettere la tenuta della linea difensiva, mantenendo al contempo il controllo degli inserimenti di Zaccagni e Isaksen.

Limitare le proiezioni esterne, soprattutto quelle di Tavares

Tavares costituisce una delle principali minacce sulle corsie, maggiormente quando dispone dello spazio necessario per avanzare e accompagnare la manovra senza un’opposizione immediata. Bisognerà coordinare l’uscita sul portatore con le coperture interne, impedendo che il contenimento della progressione esterna esponga il centro agli inserimenti dei compagni. Il nostro esterno sarà chiamato a rallentarne l’avanzata, mentre il giocatore più vicino dovrà assicurare sostegno, schermando le linee di passaggio verso l’interno. Qualora Tavares superasse la prima pressione, sarà fondamentale accompagnarne la progressione senza perdere il controllo degli spazi in area. Il difensore incaricato dovrà gestire correttamente la distanza, ostacolando la preparazione del cross e orientando l’avversario verso soluzioni meno incisive. Al recupero del pallone, la sua posizione avanzata potrà invece offrirci un’opportunità per attaccare lo spazio alle sue spalle. La tempestività della prima giocata sarà determinante per sfruttare lo squilibrio della Lazio prima che riesca a ristabilire il proprio assetto.

Uscire dalla pressione e proteggere le transizioni

In possesso dovremo superare la pressione avversaria attraverso una circolazione pulita, preservando distanze funzionali tra i reparti e garantendo continuità alle linee di passaggio. Douglas Luiz potrà abbassarsi accanto a Bremer per agevolare la prima costruzione e offrire un riferimento aggiuntivo contro l’uscita dei pressatori. Il movimento dovrà però essere accompagnato da rotazioni coordinate a centrocampo, affinché il suo arretramento non impoverisca troppo le soluzioni disponibili nelle zone intermedie. Se la Lazio indirizzerà la pressione sul nostro lato di costruzione, dovremo sfruttare gli spazi liberati mediante appoggi interni e cambi di fronte tempestivi. La scelta dovrà rispondere alla disposizione degli avversari: verticalizzare quando le linee saranno accessibili, consolidare il possesso quando le condizioni non consentiranno una progressione vantaggiosa. Una volta raggiunta la metà campo offensiva, sarà altrettanto importante accompagnare l’azione mantenendo una struttura preventiva adeguata al controllo delle ripartenze. Dovremo presidiare il corridoio centrale, limitare le linee di passaggio avversarie e predisporre coperture sufficienti a impedire che una perdita del pallone si trasformi in un’immediata occasione per la Lazio. Taylor e Frattesi saranno riferimenti da monitorare con particolare attenzione, soprattutto qualora riuscissero ad attaccare gli spazi lasciati liberi dai nostri centrocampisti durante la progressione.

Kolo Muani, McKennie e Nico González: attaccare gli spazi generati

In fase offensiva dovremo tradurre la qualità del possesso in occasioni vere, alternando attacchi alla profondità e combinazioni negli spazi intermedi. Kolo Muani avrà il compito di allungare la linea difensiva laziale, costringendo i centrali a difendere corse orientate verso la propria porta e creando condizioni favorevoli agli inserimenti dei compagni. Quando con Kolo Muani attaccheremo la profondità, McKennie e Nico González dovranno interpretare gli spazi generati tra i difensori, sincronizzando i propri movimenti con i tempi della giocata. Se la retroguardia avversaria manterrà una linea più bassa, sarà invece opportuno evitare palloni forzati alle spalle e ricercare soluzioni tra le linee. Il movimento incontro dell’attaccante potrà sottrarre un riferimento alla difesa e aprire varchi per gli inserimenti, per poter creare combinazioni rapide e occupazioni coordinate dell’area.

Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis

Football Analysis Professional – Tactical and Performance Expertise

 

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