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PRIMA SQUADRA

Spalletti prima di Torino-Juventus: “Dimissioni? Non ci ho mai pensato. Programmare vuol dire guardare oltre il risultato”

Segui LIVE la conferenza stampa di Spalletti alla vigilia del derby Torino-Juventus.

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La Juventus si prepara ad affrontare il Torino nel Derby della Mole valido per la 38ª giornata di Serie A.

Le due squadre scenderanno in campo domenica 24 maggio alle ore 20:45 in una sfida che chiuderà ufficialmente il campionato.

Alla vigilia del match, Luciano Spalletti interviene in conferenza stampa per presentare la gara e fare il punto sul momento dei bianconeri.

In questa pagina verranno riportate in tempo reale tutte le dichiarazioni del tecnico juventino.


LIVE – Le parole di Spalletti

Cosa chiede ai suoi giocatori? “Mi aspetto una prestazione degna di quello che è successo questa settimana, degna di quello che vuole l’importanza della partita perché è un derby. Il derby di Torino. E di conseguenza mi aspetto questa reazione corretta che ci vuole per una partita così importante”.

Si è dato una spiegazione sulle ultime prestazioni? “Il rammarico non è tanto per le partite in cui non siamo riusciti a vincere ma abbiamo fatto la prestazione, ma in questo caso qui è quello di non essere riusciti a essere noi stessi per quello che abbiamo fatto vedere nel nostro percorso, di non aver fatto la stessa mole di gioco fatta in questo periodo. La spiegazione è sempre la stessa, devo guardare quello che la squadra propone e come si è presentata in campo e devo prendere le mie responsabilità. Io di fronte a loro sono sempre stato convinto di parlare a uomini e non solo esecutori, penso che andare a toccare la testa e il cuore degli uomini può farli arrivare a un livello superiore delle loro capacità. Sono quelle che ti fanno andare a toccare situazioni che non ti aspetti. Per me non conta trovare alibi, andare a dare responsabilità agli altri. Poi devo fare ugualmente delle analisi e trarre conclusioni. La prima analisi dopo una prestazione così la devo fare su me stesso, su quanto successo e su quelle che possono essere le difficoltà a volte caratteriali, che carattere si ha in queste situazioni. Questo fa la differenza. Tutto ciò che abbiamo fatto insieme non diventa sbagliato dopo una partita, ci sono analisi più profonde che mi permettono di programmare il futuro in maniera meno emotiva e dipendente solo da un episodio o da un gol, come si fa ora più velocemente nel calcio. Funziona così, l’episodio può ribaltare tutto. Abbiamo il kit che usiamo in base a quello che è successo nella partita. Sta settimana eravamo tutti nervosi però è quello lì il mio pensiero. Proprio se non c’è stata una reazione andavo a confrontarmi in maniera brutta, ma io parlo a uomini e sono convinto che i miei giocatori siano uomini”.

Sul suo futuro: Non dipenderà da niente, perché programmare significa avere il coraggio di guardare oltre il risultato, perché c’è sempre progetto dietro e mettere le basi per creare un futuro come noi ci auspichiamo. Non cambia assolutamente nulla un punto in più o meno. Noi vogliamo creare la possibilità per lottare per qualcosa di importante a prescindere dalla Champions. Siamo dispiaciuti per quello che abbiamo fatto, ma noi abbiamo solo una possibilità per raggiungere il traguardo e passerà dalla possibilità di vincere domani. Vogliamo giocare una partita migliore rispetto a quella contro la Fiorentina e vogliamo portare a casa il risultato”.

Come ha vissuto questa settimana? Noi non siamo stati nervosi e abbiamo analizzato la cosa. Siamo dispiaciuti e poi abbiamo deciso di fare una strategia in base alla fatica fatta e abbiamo deciso di riposare ieri. Senza nervosismo e una parola che ci viene attribuita solo per una partita sbagliata. Prendi questo dispiacere lo porti a casa e per me determina tanto una partita vinta o persa. Ho passato delle notti senza vita quando la mia squadra non esprime bene il lavoro quotidiano che dedico perché poi sono dispiaciuto. Questo mi condiziona la vita”.

Ha pensato alle dimissioni? Non mi è mai passato per la testa. Prima firma, firma, firma e poi adesso dimissioni, dimissioni, dimissioni. Al massimo passa per la testa di mettersi a disposizione. Non ho chiesto di parlare con Elkann perché è tutto programmato e dovremo vederci. Il percorso che dobbiamo fare rimarrà invariato in un modo o in un altro, perché un episodio non può cambiare nulla”.

Motta e Tudor hanno criticato il carattere del gruppo: “Il calcio consuma tutto velocemente. Per me non è così e non scarico le mie delusioni sui calciatori. Io prendo le mie delusioni e le tengo per me. Poi posso dire che il carattere fa la differenza e ti serve per dominare te stesso dentro il caos e situazioni che diventano difficile da controllare. È il carattere che fa capire se sei il protagonista di te stesso, questo si vede nella gestione dei momenti quando nessuno ti guarda, ti abbaia. Qui vai a forgiare il carattere e non ti fa perdere la tua identità dove sei chiamato ad operare. Noi sotto questo aspetto dobbiamo fare dei passi in avanti. Qualsiasi cosa succeda non verrò a criticare i miei giocatori, perchè non l’ho mai fatto e gli voglia bene. I calciatori hanno fatto anche bene in questo periodo in cui sono stato con loro. Poi ci sono questi momenti che ci sono costati dei risultati che ci pesano e l’analisi viene fatta in generale. Il mio pensiero è di aver fatto delle buone cose”.

Ha meno fiducia nel progetto o sento meno fiducia? “Non aspettatevi cambiamenti perché non ci saranno cambiamenti. Da parte di rapporti con la società abbiamo tutti la volontà di andare avanti insieme. Dal mio punto di vista va tutto bene. La società mi sta trasmettendo sempre fiducia. Siamo dispiaciuti per la partita, ma siamo stimolati per andare avanti. Noi dobbiamo andare a creare una squadra di livello che possa dare la possibilità ai tifosi di sentirsi protetti e di avere a che fare con una squadra importante”.

I tuoi rapporti con Comolli? Il rapporto è semplice perché stiamo insieme a pranzo e parliamo. Io arrivo in ufficio prima delle 8 e lui è arrivato alle 8:30 e abbiamo parlato. I rapporti con lui sono fondamentali perché io voglio partecipare nella creazione della Juventus. Vogliamo avere un punto di vista coerente e unito sulla visione della squadra, perché dobbiamo condividere, poi qualche volta possiamo scontrarsi anche ma sempre in funzione di creare una squadra più forte”.

Cosa ti aspettavi dalla Juve?Ho trovato una società che anche questa settimana ha parlato come migliorare le strutture anche se a me sembrano strutture importanti. Questo è stimolante ma dobbiamo essere all’altezza di tutto ciò. Mi aspettavo una squadra che mi desse risposte e le ho ricevute. Ad un certo punto pensavo di poter tenere un livello alto, ma ogni tanto non troviamo quello che c’è dentro ad una partita. Poi pensavo di farcela a determinare qualcosa di importante anche se è ancora tutto nel campo domani. Noi dobbiamo fare il nostro dovere e domani faremo le nostre valutazioni, ma sarà tutto della stessa idea perché le valutazioni devono essere profonde. Aver scelto la Juventus è stata una scelta giusta”.

Come stanno Yildiz e Thuram? C’è un ballottaggio in porta? “Yildiz non è a disposizione, Thuram è a disposizione. La formazione la dirò domani”.

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