PRIMA SQUADRA
Spalletti in conferenza: “Elimoghale può avere un’evoluzione importante. Ottolini professionista top. Sul mercato…”
Spalletti presenta Juventus-Lecce alla vigilia: attenzione, mentalità e obiettivo continuità in vista del match dell’Allianz.
La Juventus si avvicina alla sfida contro il Lecce con attenzione e consapevolezza. Domani alle ore 18:00, all’Allianz Stadium, i bianconeri saranno chiamati a confermare continuità e crescita, in un match tutt’altro che scontato.
Alla vigilia della gara, a partire dalle ore 16:00, Luciano Spalletti presenterà l’incontro in conferenza stampa, analizzando momento della squadra, avversario e obiettivi immediati.
CLICCA QUI PER AGGIORNARE LA DIRETTA
Come ha visto la squadra? “I calciatori hanno lavorato bene nonostante il disturbo di queste festività, sono arrivati al campo a sviluppare bene quello che bisogna fare. Si è parlato anche dell’anno nuovo, quello che fai i primi giorni dell’anno lo ripeti tutto l’anno. Ho chiesto loro di sviluppare bene questi allenamenti: ogni giorno mette in palio un piccolo premio, bisogna impegnarsi a portarlo a casa. La somma di questi piccoli premi fa il risultato. Mi aspetto che diano continuità alla stessa attenzione delle partite precedenti, magari andando a prendere qualcosa di nuovo che ci dia sempre più forza. Sono loro i protagonisti, sono loro che devono andare a scavare, scoprire, trovare relazioni nuove tra il pre-ordinato, il ruolo, il comportamento. La partita non è facile: del Lecce conosco molte persone, tra cui Di Francesco con cui ho lavorato insieme alla Roma. Ci ho giocato contro, siamo amici di lunga data. È un allenatore modernissimo come insegnamenti, ha sempre fatto un calcio propositivo. Il suo marchio è quello lì. Sarà una partita aperta, ti verranno a pressare, la linea difensiva lavora col resto della squadra. Han fatto buonissime partite, sarà una gara difficile e ci sarà bisogno di tutta la nostra forza”.
7 partite in 25 giorni: “Non è facile prepararle con queste tempistiche, ma io ho la fortuna di aver trovato uno staff alla Juventus di persone che sanno lavorare. Mi hanno dato la possibilità di portare 4 collaboratori di primissima qualità. Attraverso la collaborazione si riesce a poter lavorare su più fronti e poter preparare le partite. Con le difficoltà dei tempi ravvicinati qualche muscolo andrà in sofferenza, c’è da stare attenti perchè c’è bisogno di tutti, di cambiare qualcosa e cercheremo di farlo. Quelli che sono subentrati fin qui hanno fatto vedere che la panchina non è solo un luogo d’attesa, m sono entrati nella maniera corretta e spesso hanno ribaltato la partita. Quelli fuori fanno parte di un piano prestabilito prima della partita e a volte il giocatore forte si sceglie di farlo giocare più tardi”.
Come ha visto Elimoghale? Ha mai pensato di convocarlo? “È uno che ha delle caratteristiche che lascia intravedere che nel futuro può avere un’evoluzione importante. Però poi bisogna aiutarlo a crescere nella maniera giusta, bisogna dargli la possibilità di fare delle conoscenze con dei tempi corretti. Ha questa frequenza, ha questa leggerezza nell’andare a puntare l’uomo. Ha bisogno di strutturarsi da un punto di vista fisico e l’ho fatto venire qualche volta ad allenarsi con noi, perché portiamo gente di continuo e dentro c’è anche lui. Per quanto riguarda le convocazioni, dipende da questi ragazzi cosa ci fanno vedere quando vengono ad allenarsi a questo livello di calcio, è nel confronto che poi si ha l’idea o si ha la possibilità di essere convocato oppure no”.
È contento di questi primi mesi alla Juve? “Io sono soddisfatto perchè ho sempre visto i calciatori andare a cercare cose nuove. I protagonisti sono loro e in questo calcio moderno loro devono andare a trovare la posizione per non sentirsi ingabbiati e devono trovare le cose veloce in mezzo al campo. Sono contento della loro voglia di andare a scoprire cose nuove. Questa curiosità mi rende soddisfatto, perchè abbiamo dei margine per migliorare e fare qualcosa di più, anzi se non riuscissimo a farlo dobbiamo essere consapevoli di aver sprecato delle potenzialità. Spero che il 2026 sia un anno che possa dare soddisfazione ai nostri tifosi. Noi abbiamo l’urgenza di dare soddisfazioni ai tifosi. Noi dobbiamo impegnarci e cercare di fare il meglio possibile, perchè la nostra tifoseria è una della più numerose al mondo e meritano rispetto e attenzioni”.
Cosa chiede a Openda e David? “Noi vogliamo andare a prendere la palla, perciò il nostro attaccante deve andare a pressare il portiere e gli chiediamo di correre tanto. Domani giocheranno tutti e due non insieme ma giocheranno. Siccome sono differenti e può darsi possano giocare anche un pezzettino insieme. Noi stiamo lavorando e cerchiamo di dargli qualche notizia che non fanno vedere in allenamento. Io li trovo migliorati sotto tutti i punti di vista. Mi aspetto ancora cose migliori”.
Sul rinnovo: “Io se avevo bisogno di altro o con un contratto di anni lo avrei chiesto quando ho parlato con Comolli. Io sto bene sotto tutti gli aspetti. Qui ho trovato persone estremamente professioniste e rispettose per i ruoli e per quello che dobbiamo fare. Ora abbiamo anche gli stessi obiettivi e vogliamo lavorare per andare in Champions. A giugno faremo le migliori valutazioni in base al lavoro che abbiamo fatto e per il bene della Juventus. A me non manca nulla”.
Rischi ci sono per la partita di domani? “I rischi non sono quelli che non riusciamo a fare noi, ma quello che non ci fanno fare gli altri. Noi vorremmo essere sempre bellissimi bravi ed efficienti. Qua c’è un pizzico di presunzione da parte vostra perchè noi proviamo a fare sempre il massimo. L’ultima partita il Como ha battuto il Lecce con un risultato rotondo ma se vai a vedere la partita non c’è tutta questa differenza. Noi proveremo a fare la partita dal primo minuto però dobbiamo vedere anche gli avversari e a volte saremmo costretti ad inseguirli. Il rischio è sempre quello di non farcela ma di mettercela sempre tutto. Noi vogliamo essere belli ma sempre vincenti”.
Risposta a Conte? “Conte ha ragione. Io da un punto di vista tecnico non ho nulla da invidiare alla sua squadra. Da un punto di vista strutturale ha di nuovo ragione. Quando sono arrivato alla Juve ho trovato la barriera per battere le punizioni che si muove, a Napoli non ce l’avevo… Quindi siamo avanti anche da un punto di vista strutturale”.
— TERMINA QUI LA CONFERENZA STAMPA —
