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Retroscena Juventus, Spalletti scuote Douglas Luiz: cosa è successo a Liegi
Il retroscena che può aver cambiato il destino di Douglas Luiz alla Juventus porta a Liegi, dove Luciano Spalletti ha affrontato direttamente il centrocampista brasiliano dopo un’altra prestazione opaca.
Mancava soltanto una nota redentoria nel racconto della Juventus targata Luciano Spalletti. Quella di un giocatore da rigenerare, di un talento finito ai margini e improvvisamente tornato al centro del progetto. Il protagonista, questa volta, è Douglas Luiz. Il centrocampista brasiliano sembrava destinato a essere soltanto uno degli esuberi di rientro dai prestiti, invece il nuovo allenatore bianconero ha deciso di scommettere su di lui.
E dietro la sua rinascita c’è un retroscena preciso, raccontato da Tuttosport: un confronto diretto tra Spalletti e Douglas Luiz a Liegi, dopo un’altra prestazione opaca in amichevole. È stato quello il momento in cui il tecnico ha deciso di parlare chiaro al brasiliano, chiedendogli di cambiare passo e, soprattutto, di fidarsi di lui.
Spalletti e il talento per rigenerare i “brutti anatroccoli”
Non è una novità assoluta per Spalletti. Nel corso della sua carriera, l’allenatore ha spesso dimostrato di saper recuperare giocatori che sembravano aver perso la strada, trasformandoli in elementi importanti per le proprie squadre.
Uno degli esempi più evidenti è Marcelo Brozovic. Anche il croato, prima di diventare uno dei centrocampisti più importanti della sua generazione, aveva attraversato una fase in cui il suo rendimento e la sua posizione sembravano tutt’altro che definiti.
Ora, nella Juventus, potrebbe essere Douglas Luiz il nuovo “brutto anatroccolo” da trasformare.
La situazione del brasiliano, però, rendeva la scommessa tutt’altro che scontata. Dopo una prima parentesi torinese vissuta quasi a ritmi estivi, Douglas era finito fuori dalle gerarchie e tra i giocatori destinati a essere rivalutati al rientro dai prestiti.
Tra Manuel Locatelli, Khéphren Thuram e Fabio Miretti, in pochi avrebbero immaginato che la scossa potesse arrivare proprio da lui.
Nemmeno Spalletti, almeno inizialmente, poteva prevedere un’evoluzione così rapida.
Il retroscena di Liegi: Spalletti lo affronta
Il momento della svolta arriva a Liegi.
La Juventus aveva appena disputato un’altra amichevole poco convincente e Douglas Luiz non era riuscito a lasciare il segno. Spalletti ha quindi deciso di intervenire personalmente, affrontando il giocatore senza filtri.
Il messaggio dell’allenatore è stato diretto:
«Devi alzare il livello perché così non ci basta. Se ti fidi di me, tornerai il giocatore che eri».
Una frase che contiene due elementi fondamentali. Da una parte la richiesta di alzare immediatamente il livello, dall’altra la promessa che, attraverso il lavoro e la fiducia reciproca, Douglas Luiz avrebbe potuto ritrovare il giocatore ammirato prima dell’esperienza juventina.
Il brasiliano ha raccolto la sfida.
E la risposta è arrivata praticamente subito.
Contro il Nizza la prima risposta
Nella partita successiva contro il Nizza, Douglas Luiz ha mostrato un volto completamente diverso.
La sua prestazione non si è distinta soltanto per lo splendido gol con cui ha deciso la partita. Il dettaglio più importante, agli occhi di Spalletti, è stato infatti l’atteggiamento.
Il centrocampista ha giocato con maggiore intensità, ha aumentato la pressione sugli avversari e soprattutto ha mostrato quella presenza fisica e quella attenzione difensiva che in passato gli erano state contestate.
Era esattamente ciò che il tecnico gli aveva chiesto a Liegi.
A fine gara, Spalletti ha quindi promosso la sua prestazione, soffermandosi sulle caratteristiche che possono trasformarlo in un giocatore molto più completo.
«Dugghi è uno che sa fare continuamente lo screenshot delle situazioni in cui si trova dentro al campo. Sa quando toccare la palla quella volta in più o quella in meno».
È una definizione particolarmente significativa. Per Spalletti, Douglas Luiz ha la qualità tecnica per giocare a questo livello. Il problema era riuscire a leggere le situazioni con la rapidità necessaria e, soprattutto, garantire continuità anche quando la partita richiede sacrificio.
“Nel pulito è un calciatore forte”: cosa chiede Spalletti
Il tecnico ha poi individuato con precisione il principale limite che era stato contestato al brasiliano:
«Ciò che gli hanno sempre contestato tutti è il livello di passo, la copertura del campo».
Contro il Nizza, però, qualcosa è cambiato.
Douglas Luiz ha dimostrato di poter mettere il proprio fisico anche nella fase difensiva, accettando quella componente più sporca della partita che spesso può fare la differenza per un centrocampista.
Spalletti lo ha spiegato così:
«Ecco, oggi ha fatto bene anche quello, inserendo il fisico in fase difensiva. E questo fatto di metterci dentro un po’ di scocca per lo sporco della partita è quello che lo completa».
Il concetto è chiaro: la qualità non è mai stata il vero problema di Douglas Luiz.
«Nel pulito è un calciatore forte che può stare a questo livello qui».
La sfida, quindi, consiste nel completarlo. Renderlo capace di incidere anche quando il calcio non è “pulito”, quando bisogna correre, coprire, contrastare e sporcarsi la partita.
Douglas Luiz davanti alla difesa: l’idea di Spalletti
Ed è proprio qui che si apre un’altra possibilità interessante per la Juventus.
Spalletti ha lasciato intendere che Douglas Luiz potrebbe essere utilizzato davanti alla difesa, in un ruolo da regista nel quale sfruttare la sua capacità di costruire il gioco.
Il tecnico non ha ancora dato una risposta definitiva, ma il concetto espresso dopo la gara con il Nizza è significativo:
«Se è lui quello che mi serve davanti alla difesa? Dobbiamo fare delle valutazioni. Però lui sa costruire il gioco e secondo me quello è il suo ruolo».
Una prospettiva che potrebbe cambiare anche la lettura del centrocampo bianconero.
Con Locatelli, Thuram e Miretti già presenti nelle rotazioni, Douglas Luiz potrebbe diventare una soluzione diversa, soprattutto per qualità nella gestione del pallone e nella costruzione dal basso.
La tournée cancella i dubbi
Dopo il Nizza, le successive tappe della tournée tra Hong Kong e Perth hanno contribuito a rafforzare le sensazioni positive.
Douglas Luiz ha continuato a dare risposte sul campo e, partita dopo partita, la possibilità di una sua permanenza e di un ruolo più importante alla Juventus ha iniziato ad assumere contorni sempre più concreti.
Quello che sembrava un giocatore da accompagnare verso una nuova destinazione si è trasformato in una risorsa da rivalutare.
E la metamorfosi non è passata inosservata neppure a livello internazionale.
Due anni dopo, Douglas Luiz torna nella Seleção
La conseguenza più importante è arrivata con la nazionale brasiliana.
A due anni dall’ultima chiamata, Douglas Luiz è tornato infatti nel giro della Seleção guidata da Carlo Ancelotti.
Un riconoscimento dal peso enorme per il centrocampista, soprattutto considerando il punto di partenza. Il brasiliano era rientrato alla Juventus con un futuro tutt’altro che definito e sembrava lontano dai riflettori.
Ora, invece, si ritrova nuovamente convocato dalla propria nazionale.
La trasformazione è stata così forte da avere anche un riflesso emotivo molto evidente.
Le lacrime in videochiamata
A raccontare quanto significhi questo momento per Douglas Luiz sono state anche le immagini delle sue lacrime durante una videochiamata con la compagna.
Non è soltanto la soddisfazione per una convocazione. È il segnale di una rivincita personale dopo un periodo complicato, nel quale il centrocampista aveva perso certezze e centralità.
Prima l’esclusione dai piani, poi il confronto con Spalletti a Liegi. Quindi la risposta sul campo contro il Nizza, la crescita durante la tournée e infine il ritorno nella Seleção.
Un percorso che ha avuto una svolta nel giro di poche settimane.
Il nuovo “Brozovic” di Spalletti?
Il paragone con Brozovic è inevitabile, anche se sarà il tempo a dire se Douglas Luiz riuscirà davvero a ripercorrere quella traiettoria.
Spalletti sembra aver individuato nel brasiliano qualità che altri non erano riusciti a valorizzare pienamente. Ma soprattutto ha trovato il modo di provocare una reazione.
La frase pronunciata a Liegi potrebbe quindi diventare il vero punto di partenza della nuova vita calcistica di Douglas Luiz.
«Se ti fidi di me, tornerai il giocatore che eri».
Il brasiliano si è fidato. E per ora ha risposto nel modo migliore possibile: con le prestazioni, con un gol, con una ritrovata centralità e con il ritorno nella Seleção.
Da possibile esubero della Juventus a giocatore da rilanciare. Da centrocampista in cerca di una nuova occasione a possibile regista del centrocampo bianconero.
Il retroscena di Liegi racconta il momento in cui Spalletti ha deciso di scommettere davvero su Douglas Luiz. E, almeno per ora, quella scommessa sembra aver trovato la risposta che il tecnico aspettava.
