Agnelli all’assemblea azionisti Juventus

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Nella giornata di venerdì 29 ottobre 2021 si svolgerà l’assemblea degli azionisti Juventus 2021. La riunione vedrà coinvolti il presidente Andrea Agnelli e i rappresentanti designati all’Allianz Stadium.

Andrea Agnelli: “Essere rispettosi verso gli Azionisti è un segno distintivo di questa società. Oggi approveremo il bilancio al 30 giugno 2021 e ed eleggeremo il nuovo Consiglio di Amministrazione. E’ giusto raccontarvi che cosa ha fatto la Juventus e che cosa farà. Innanzitutto è importante avere un quadro della situazione economica globale del calcio. Le previsioni parlavano di una crescita enorme, distaccata dalla situazione mondiale. Parallelamente, abbiamo assistito a una grande inflazione del mercato dei giocatori. Tutto questo porta a una riflessione: si trattava di investimenti con aspettative di ritorni successivi. In questo contesto è corretto analizzare che cosa ha fatto la Juventus in questi anni. Nel ciclo 2014-2018 il nostro fatturato è stato costantemente sopra i 400 milioni. Per questo motivo era arrivato il momento di investire, per pensare in grande. Poi è arrivato il Covid, che ha colpito tutti, e il mondo si è fermato. Nella mia gioventù, la parola “quarantena” non esisteva. Il mondo è cambiato nelle nostre abitudini, ci siamo vaccinati, perché credo che sia la cosa giusta da fare, per noi e per le persone più fragili. Il mondo del calcio ha affrontato una situazione mai vista, con tamponi costanti, “bolle”, ed è stato un periodo irreale, che ha comportato poi una serie di crisi, soprattutto economiche. Uno dei principali cambiamenti nel mondo del calcio è stato il totale ridimensionamento del mercato dei trasferimenti dei calciatori. Con Ronaldo iniziavamo un piano d’espansione a consolidamento dei risultati passati. L’aumento di capitale di Gennaio ’20 e il COVID a Febbraio. Un duro colpo. Difficile trovare il futuro in tempo di mediocrità. Abbiamo giocato 60 gare senza pubblico. È stato irreale. Il piano investimenti Juventus proposto nel 2019 era credibile e avrebbe portato i suoi effetti adesso dopo un periodo fisiologico di perdite. Ma è chiaro che alcune tesi si sono modificate e ora dobbiamo tornare alla credibilità. Sfido chiunque a confermarmi che l’attuale sistema del calcio professionistico sia soddisfacente. Sento lamentarsi chiunque, sorprendente che ogni tentativo di riforma venga accantonata. Per dieci anni ho collaborato più che lealmente per migliorare un sistema che non tutela gli investitori e che ha abbandonato il puro merito sportivo dal 1991 per logica commerciale. Quest’anno Juve, Real Madrid e Barcellona non hanno vinto campionato ma sono in CL. Allora si urlava allo scandalo, in realtà abbiamo creato la Champions League che oggi è definita una delle migliori manifestazioni al mondo. La nascita della Superlega è stata la constatazione da parte di 12 club che le obsolete impalcature su cui si regge il calcio rifiutano ogni cambiamento per mantenere classe politica che non rischia, non vuole decidere e vuole incassare.”

Andrea Agnelli: “Slealtà da parte di chi rifiuta riforme. Non mi voglio arrendere e non mi arrenderò. Il sistema ha bisogno di un cambiamento e la Juventus ne farà parte, ma ribadisco che solo attraverso un dialogo costruttivo si potrà arrivare a un cambiamento soddisfacente per tutti. Fiducia nel gruppo dirigente, in Allegri e nei calciatori. Vale anche per me e per tutti quelli che hanno lavorato in questi anni nella Juve”. CONTINUA SOTTO.

Andrea Agnelli su U23 e Women: “L’Under 23, con il direttore Manna e l’allenatore Zauli, sono in filiera con la prima squadra. Sta dando i suoi frutti: Fagioli, Frabotta e Dragusin sono in prestito per tornare poi alla Juve. Anche la convocazione di Soulé con la Nazionale argentina è un altro esempio. Le Women hanno vinto il quarto Scudetto sul campo: un ringraziamento va a Rita Guarino e l’accesso di Montemurro ai gironi di Champions League femminile sono un segno che questo movimento sta diventando di importanza, ci abbiamo creduto da quando abbiamo iniziato“.

Andrea Agnelli su Ronaldo: “È stato un onore e un piacere. Dobbiamo applaudire Cristiano Ronaldo per quanto fatto sul campo. L’unico peccato è stato non avere il pubblico. Ha ragione Morata, a pochi giorni dall’addio di Ronaldo, che ha detto che la maglia della Juve richiede responsabilità. Io sono responsabile per quello che significa la società per cui lavoro. La Juventus è più grande di chiunque, viene prima di qualunque persona. Dobbiamo lottare, soffrire e vincere per la Juventus“. CONTINUA SOTTO.

Stefano Cerrato (Chief Financial Officer): “ll Covid ha comportato partite senza pubblico, ma anche la chiusura del museo. Correlato al Covid, c’è stato lo slittamento di partite nel 2020 dalla primavera all’estate, con impatto sugli aspetti visivi al bilancio successivo“.

Andrea Agnelli Superlega: “Ho cercato di enunciarlo durante l’intervento iniziale. C’è un giudizio della Corte di Giustizia e dovremmo attenderlo per capire quali percorsi si apriranno. Attraverso il dialogo, si può arrivare a risposte soddisfacenti”.

Fondi arabi: “Poter comprare liberamente società, non deve avere preclusioni, ma la proposta all’interno della Superlega era la definizione molto chiara sulla struttura dei costi all’interno di un restatament dei bilanci delle società”.

Calciomercato: “Ogni operazione va contestualizzata nel momento in cui viene eseguita. Ogni valutazione assunta dai dirigenti si reputa corretta nel momento in cui viene presa. Solo chi non fa non sbaglia, nessuno di noi pensa di essere perfetto”.

Diritti TV: “I cicli televisivi fanno la differenza. I tre anni sono il massimo di visibilità che possiamo avere”.

Stadium a Boniberti: “C’è una sala intitolata a Giampiero, così come a Sivori. Spendo 5 secondi in più al suo ricordo. Da bambino ho ricevuto il telegramma quando battemmo il Torino con la Sisport. Boniperti è sinonimo di Juventus: non intitolare un centro sportivo, uno stadio non significa non avere rispetto delle persone, ma andare avanti ben sapendo come è intitolato questo stadio. Con logiche più fredde rispetto al passato”.

Piattaforme per i diritti TV: “Non è una decisione autonoma della Juventus. Siamo in un momento di tensione di mercato, può essere sana per il futuro. Per il prossimo triennio sarà così, normalmente si esce con situazioni migliorative”.

Dirigenza passata: “Nella conferenza con Fabio Paratici abbiamo detto che ogni singola operazione va contestualizzata al momento in cui si conclude. Parlare dopo cambia le valutazioni che vengono fatte sul momento, è evidente che quando si fa un’operazione si pensa sia quella giusta. Nessuno ha la presunzione di essere perfetto, ma solo chi non fa non sbaglia”.

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