Iling-Junior: “In Italia si vive di calcio. Vi racconto la chiamata della Juve”

Da Leggere

Samuel Iling-Junior è intervenuto ai microfoni di Juventus Tv. Di seguito le parole del giocatore della Juve Primavera.

Carriera: “Ho iniziato a giocare all’incirca quando avevo quattro anni, alla scuola materna. Abbiamo iniziato a giocare insieme a tra amici. A otto anni abbiamo iniziato a fare campionati nella mia zona. Poco dopo sono andato al Chelsea e ho firmato il mio contratto. È stata una bella sensazione, da lì tutto è cambiato. Poi sono cresciuto, ho giocato in diversi ruoli: centrale di difesa, terzino sinistro, sull’esterno… questo mi ha aiutato tantissimo. È stato utile giocare anche molti tornei all’estero in Italia, Francia, Spagna e in tutto il mondo“.

Chelsea: “Al Chelsea fuori dal campo ho imparato molto. Dall’età di 14 anni trascorrevo lì tutto il mio tempo. Giocavo e andavo a scuola lì. Tutto quello che circondava me e i miei compagni era perfetto. Il club si prendeva cura di noi e voleva che crescessimo anche come persone non solo come giocatori”.

Juve: “In Inghilterra a 16 anni possono darti una borsa di studio, dovevo pensare a cosa era meglio per me e a quello che avrei fatto. E ho pensato che la prossima tappa poteva essere altrove, magari all’estero in un’altra squadra. Volevo provare qualcosa di nuovo, che servisse per la mia crescita e per la mia carriera“.

Chiamata Juve: “Ero a casa quando è arrivata la chiamata della Juventus. ero con mio padre. Mi diceva che c’erano molti club interessati a me. Tra questi c’era anche la Juventus, che già sentire il nome fa impressione. Ho riflettuto un po’ e ho scelto. Ero felicissimo: ho iniziato a pensare a giocatori come Nedved, Del Piero, Pogba, Tevez, Chiellini e Bonucci“.

Italia: “Ho scelto l’italia per il cibo, ma soprattutto per la passione. La passione è sempre stata un tratto caratteristico del calcio italiano. Qui si respira calcio, si vive per il calcio“.

Juve Primavera: “Le prime settimane sono state molto tranquille, stavo affrontando la preparazione e quindi avevo un po’ di tempo per imparare la lingua e i miei compagni“.

Covid: Non è stata una bella sensazione perchè in un certo senso ha rallentato la mia crescita, ma mi ha permesso di avere un po’ di tempo per imparare l’italiano, questo è stato un aspetto positivo. Qualcosa è cambiato dopo la partita con il Sassuolo: ho iniziato ad avere più minuti, a segnare e a divertirmi. Ho capito meglio il gioco e ho iniziato a dare il mio contributo anche in termini numerici“.

Bonatti: “Il mister per me è una persona speciale, è una figura paterna in ambito calcistico. Mi stimola, mi incoraggia, mi spinge a dare il massimo. Non si accontenta mai, questa è la sua caratteristica migliore. Mi dice di giocare e di divertirmi. Di dare tutto quello che ho“.

Chibozo: “Con lui ho un ottimo rapporto. Parliamo spesso di che posizione dobbiamo avere in campo per poterci aiutare al meglio. Fornigli assist è come segnare per me“.

Youth League: “Il nostro percorso finora è stato positivo. Abbiamo dimostrato di essere una squadra con giocatori di qualità. Adesso dovremo affrontare la fase ad eliminazione diretta: ci sarà ancora più pressione perchè le gare saranno sempre decisive. Dovremo dimostrare il nostro valore, faremo di tutto per andare avanti nel torneo. Dobbiamo pensare una partita alla volta e dimostrare le nostre qualità“.

Juve-Chelsea: “È stato emozionante per me. Ho potuto rivedere persone con le quali ero cresciuto. Anche loro sono venuti qua e hanno visto la mia nuova casa. Ed è stato bello batterli“.

Fonte: JuventusNews24

SEGUICI SUI NOSTRI CANALI SOCIAL

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Le Ultime

La Juve Women vola in semifinale di Coppa Italia: altro tris rifilato al Chievo Verona

La Juventus Women stende al ritorno il Chievo Verona rifilando il secondo tris dopo quello registrato all'andata. Bonansea, Caruso...

Altri Articoli