Il doppio ex Dino Zoff: “Pirlo? Anche altri avrebbero avuto difficoltà”

Da Leggere

Alla vigilia della tanto attesa e discussa sfida per il posto in Champions League Juventus-Napoli, il grande doppio ex della partita Dino Zoff ha rilasciato un’intervista ai microfoni de Il Corriere di Torino. Queste le sue dichiarazioni:

Su Juventus-Napoli

Dino Zoff, lei è un amato doppio ex di Juventus-Napoli. Nessuno la chiamò “core ‘ngrato” come invece accadde sotto il Vesuvio ad Altafini e Higuain.
“Quando tornavo a Napoli con la Juve erano sempre applausi a scena aperta. Non sono andato via per mia volontà, ma per una decisione del presidente Ferlaino dovuta a questioni economiche. E i tifosi lo hanno capito”.

A proposito di Juventus-Napoli, il recupero del match-scudetto dello scorso ottobre è stato declassato a spareggio per la Champions.
“È cambiato molto, rispetto alle previsioni iniziali. Questa partita ha un’importanza basilare, soprattutto per la Juve. Sono tre punti determinanti per rimettersi in carreggiata Champions. Parlare di scudetto non ha più senso, l’Inter ormai è lanciatissima”.

Sulla stagione bianconera

È sorpreso dal basso rendimento della Juve?
“In campionato e in Champions ci si aspettava qualcosa di più, è vero. Ma dopo nove stagioni trionfali è molto difficile ripetersi. Questa poi è una squadra piuttosto nuova, si poteva immaginare che avrebbe incontrato qualche problema”.

La Juve ce la farà a qualificarsi in Champions?
“Posso rispondere subito dopo la partita contro il Napoli? Scherzi a parte, arriva uno snodo importantissimo”.

Tira aria di fine impero?
“Per innestare forze nuove serve del tempo. Credo che il problema principale sia proprio questo. I cambi generazionali richiedono anni. Giocare alla Juve non è semplice, specie per i giovani. Ma bisogna avere pazienza, i giovani daranno quello che i tifosi si aspettano”.

Un solo punto negli ultimi due match contro Benevento e Toro. È crisi?
“È un bottino preoccupante. Il vero problema è conquistare un solo punto in due partite contro il Benevento. Il derby invece è una partita diversa, anche se la squadra granata non è quella che affrontavo io: per dire, Pulici contro la Juve si trasformava. La mia sfortuna era incrociarlo due volte a stagione”.

Il reparto più in difficoltà è quello di centrocampo?
“La questione è più generalizzata, c’è bisogno di trovare una fisionomia di squadra”.

Su Pirlo Dino Zoff Dino Zoff

Andrea Pirlo Dino Zoff Juventus-Napoli

Pirlo rischia il posto?
“La Juve ha inaugurato un nuovo ciclo, bisogna proseguire su questa strada. Dare la prima squadra a Pirlo è stata una scommessa? Lui è un ragazzo a modo, non ha esperienza ma credo che in questa stagione anche altri allenatori avrebbero avuto diversi problemi”.

Sulla festa a casa McKennie

McKennie, Dybala e Arthur sono stati reintegrati dopo la sospensione contro il Toro.
“Era giusto prendere provvedimenti, è stata una scelta logica, a maggior ragione in questi tempi di pandemia. La Juve ha preso una decisione quasi doverosa. E comunque quei tre calciatori non erano nelle migliori condizioni fisiche per giocare il derby”.

Nel marzo 1972 il presidente Boniperti escluse Haller da un derby per motivi disciplinari.
“Non ricordo quel caso, perché arrivai alla Juve nell’estate del 1972. Però ricordo che Haller a volte violava il ritiro di Villar Perosa per dribblare la dieta e andare a mangiare nei ristoranti della zona. La Juve ha sempre tenuto ben saldo il manico del comando”.

Su Szczesny e la costruzione dal basso Dino Zoff

Szczesny dopo aver abituato tutti benissimo ha sbagliato più di qualcosa contro Porto e Toro.
“Non si sbaglia quasi mai da soli. I gol nascono dagli errori collettivi. E questo è un momento di difficoltà per diversi giocatori bianconeri”.

La costruzione dal basso mette in crisi i portieri?
“Non sempre, c’è chi è abile sia a parare che a fare il giocatore aggiunto. Certo che ogni tanto sembra che le squadre si vadano a cercare certi problemi. La cosa più importante per un portiere è e resta parare come Dio comanda. Poi se sai anche giocare con i piedi, tanto di guadagnato”.

Dino Zoff, lei era bravo anche con i piedi.
“Non ero affatto male, avevo un bel piede. C’era un periodo in cui volevano farmi tirare i rigori come più avanti avrebbe fatto Chilavert nel Paraguay”.

Su Buffon Dino Zoff Dino Zoff

Gigi Buffon Dino Zoff Juventus-Napoli

Il 43enne Buffon starebbe pensando di lasciare i bianconeri per giocare almeno un altro anno da titolare altrove.
“Se si diverte, è giusto che cerchi spazio per giocare con più continuità. Buffon ha dimostrato di essere ancora molto reattivo. Non so se lascerà o meno la Juve, ma Gigi deve comunque fare tutto quello che si sente. Giocare a calcio è splendido, appendere i guantoni al chiodo è dura”.

Riesce a immaginare Buffon con la maglia di un altro club italiano?
“Non lo so, ma sono sicuro che se alla Juve non avesse lo spazio necessario ci sarebbe un’altra squadra disposta a darglielo”.

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