Agnelli: “Fuori dalla Juve? Sono sereno. Con Allegri progetto a lungo termine. Su Dybala…”

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Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha parlato in occasione di un evento organizzato da Il Foglio a San Siro. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

Momenti negativi: “Rimpianti? Chi non vince porta rimpianti. Ci sono stati momenti negativi, quello che fa effetto è che Juventus-Inter ha portato a giudizi diametralmente opposti sulle due stagioni

Ogni trofeo conta: “La Coppa-Italia conta solo se si perde? No, ogni trofeo conta e credo che il più importante in assoluto sia il campionato perché ti dà la fotografia di chi è più forte di tutta la stagione. Quella con più appeal è la Champions League ma ogni titolo conta”.

Su Max Allegri: “Abbiamo un progetto di lungo periodo, sapevamo che quest’anno sarebbe stato difficile e avere rimpianti per la mancata vittoria finale è di buon auspicio per il futuro.”

Maurizio Arrivabene: “E’ un amministratore delegato di alto livello e ideale.

Possibile addio dalla Juventus: “Sono voci che hanno ascoltato in tanti, sono da anni non da settimane. Sono molto sereno, su questi rumours non ci faccio molto caso, sono fondamentalmente sereno. So cosa stiamo facendo, continuo a divertirmi ed è la cosa più importante”.

Superleague: “Fa riflettere la vemente reazione delle organizzazioni internazionali su un gruppo di club, alcuni dei quali si sono spaventati. Per sostenere la battaglia giuridica bisogna sentire di avere le spalle larghe. Con calma e serenità attenderemo il giudizio della Corte europea. I dialoghi sono interrotti ma questo non toglie che dal mio punto di vista rimangano affinità. Non è stato un attacco a Ceferin, il tempo sarà galantuomo.

Nuova Premier: “Una Superlega di fatto ce l’abbiamo già. Avremo una Premier League tutto l’anno e una che si gioca da marzo in poi in Europa. Questa è una polarizzazione di fatto che esiste già“.

Dybala: “E’ un grande giocatore, le decisioni sono figlie di momenti. A dicembre se mi aveste chiesto di Vlahovic alla Juventus vi avrei detto che era impossibile. Le risorse sono limitate e si deve scegliere come investirle. In questa visione abbiamo Vlahovic, DeLigt, Locatelli e Chiesa. Fare un’offerta a Paulo non consona al suo livello non sarebbe stato giusto anche per lui che a 29-30 anni deve trovare l’ultimo passaggio.

Del Piero: “Alex è sempre benvenuto in Juventus ma ha una sua vita. Entrare in società significa cambiare stile di vita e in questo momento Alex è molto concentrato su quello che sta facendo e mi sembra sia felice.

Chiellini dirigente: “Giorgio ha il posto in società da qualche anno”

Marotta: “Beppe è’ una persona che manca perché gli voglio bene. In quel momento sono state prese decisioni e su di lui fatte riflessioni che all’inizio lo attiravano e poi non più. La società aveva preso altre decisioni.

Scudetto: “Io spero sempre in un suicidio collettivo e che noi vinciamo quattro partite…

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