PRIMA SQUADRA
JUVENTUS-N.E.C. | Analisi pre partita | Antonio Marino Match Analysis
INIZIARE CON UN SEGNALE FORTE
Nella prima gara della fase campionato di Europa League abbiamo il dovere di dare subito alla partita una direzione precisa. I tre punti sono l’obiettivo, ma per conquistarli servirà stabilire fin dall’inizio le condizioni del confronto: intensità, ritmo e capacità di occupare il campo con continuità. Non dovremo aspettare che sia la gara a indicarci i tempi, né concedere al NEC la possibilità di prendere fiducia attraverso una partita equilibrata. Il primo segnale dovrà arrivare da noi, attraverso un atteggiamento capace di trasferire immediatamente sul campo il peso delle nostre responsabilità.
UN MOMENTO DIFFICILE
La formazione allenata da Dick Schreuder arriva a questa sfida dopo l’eliminazione nel playoff di Champions League. Dopo aver superato l’Olympiakos, gli olandesi sono stati eliminati dal Bodø/Glimt, subendo sei reti nelle due partite. Anche in Eredivisie il rendimento recente evidenzia una fase di difficoltà: dopo due vittorie iniziali, sono arrivate 2 sconfitte e un pareggio. Nell’ultima gara disputata sul campo del Cambuur, il NEC ha subito il dominio avversario in entrambe le fasi.
AGGRESSIVITÀ IN FASE DI NON POSSESSO
I dati dell’ultima prestazione evidenziano bassi indici di aggressività nella pressione sul possesso avversario. A questo si aggiunge un calo dei parametri atletici rispetto alle performance registrate nel mese di agosto. Il dato diventa particolarmente interessante osservando il comportamento della squadra nella propria metà campo: il NEC tende a difendere con una linea a cinque, affidando a Geiger e Nejasmic il compito di attivare la pressione. La loro uscita rappresenta il principale segnale attraverso cui la struttura difensiva cerca di accorciare sul possesso avversario.
AMPIEZZA E PRESENZA NEI MEZZI SPAZI
Il sistema di riferimento degli olandesi è il 3-4-2-1, ma la disposizione cambia sensibilmente quando la squadra entra nella fase di possesso. Bischoff e Tahaui avanzano molto, mantenendo ampiezza e altezza fino a raggiungere la linea occupata dalla punta Sierhuis. Questa scelta permette al NEC di allungare orizzontalmente la struttura contendente aumentando la distanza tra i reparti. All’interno Lebreton e Chery occupano i mezzi spazi, cercando ricezioni utili per collegare la costruzione alle zone offensive. La loro posizione diventa rilevante per dare continuità alla manovra e accompagnare l’avanzamento degli esterni.
UNA STRUTTURA DA LEGGERE NELLE RELAZIONI
Il NEC costruisce così una disposizione nella quale ampiezza esterna e occupazione degli spazi intermedi convivono con la presenza avanzata della punta. Il comportamento degli esterni tende a modificare le distanze difensive avversarie, mentre Lebreton e Chery cercano di sfruttare gli spazi generati all’interno. Dall’altra parte, la pressione di Geiger e Nejasmic rappresenta il riferimento attraverso cui Schreuder prova a dare aggressività al sistema. Per noi sarà fondamentale riconoscere rapidamente quale giocatore esce, quale spazio si libera e quale relazione possiamo attaccare.
RITROVARE STABILITÀ ATTRAVERSO NUOVE SOLUZIONI
Il nostro momento evidenzia la necessità di trovare nuove soluzioni per aumentare la stabilità strutturale e la velocità nelle transizioni. Abbiamo l’obbligo di incrementare le connessioni nell’ultimo terzo, alzando il tasso di conversione delle occasioni create in zona gol. Per farlo, dobbiamo costruire una struttura capace di sostenerci nelle diverse fasi senza perdere qualità nelle giocate decisive.
EQUILIBRIO PER CONTROLLARE LA GARA
Per dominare la gara sarà necessario mantenere equilibrio in non possesso, lavorando con distanze corte e un blocco compatto. Se ci metteremo a specchio, McKennie a sinistra dovrà garantire copertura abbassandosi sulla terza linea supportando Lucumi. Il suo compito sarà soprattutto quello di impedirci di lasciare il centrale mancino isolato nell’uno contro uno. Quando invece Nico González si allargherà a sinistra per ricevere, McKennie dovrà leggere il movimento e attaccare gli spazi centrali.
WOLTEMADE COME PERNO DELLA RIFINITURA
Con Woltemade sarà essenziale aumentare il livello tecnico sulla trequarti, creando connessioni capaci di dare continuità alle nostre azioni offensive. Quando riusciremo ad aprire varchi nella struttura del NEC, dovremo muoverci tra gli elementi avversari utilizzando Woltemade come perno della combinazione. La sua posizione potrà attirare riferimenti e generare spazio per Kolo Muani, che avrà la possibilità di attaccare la profondità partendo qualche metro più indietro. L’obiettivo sarà creare una relazione dinamica tra i due, evitando di renderli riferimenti statici per la linea difensiva olandese.
QUALITÀ E VELOCITÀ NEL POSSESSO
Serve lucidità, perché dobbiamo portare gli errori tecnici in costruzione vicino allo zero. Koopmeiners sarà chiamato ad alzare il tasso tecnico delle nostre uscite, ma soprattutto a velocizzare la manovra attraverso giocate eseguite in minor tempo e alla massima qualità. La velocità non dovrà significare forzare la giocata, ma riconoscere prima la soluzione e realizzarla con precisione. È attraverso questa combinazione che possiamo aumentare il ritmo senza perdere il controllo della partita.
CELIK E L’ATTACCO DEL LATO DESTRO
Rispetto alle ultime uscite, avremo Celik libero di muoversi maggiormente in fase offensiva sulla destra. Le sue incursioni potranno offrirci un uomo in più nelle zone di rifinitura e generare spazi attaccabili attraverso i movimenti di Sarr. Dovremo sfruttare la sua libertà di movimento per modificare continuamente i riferimenti del NEC. La qualità della nostra manovra dipenderà dalla capacità di collegare questi movimenti, creando vantaggi senza perdere la struttura necessaria per sostenere immediatamente la perdita del pallone.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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