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Juventus– Cremonese: lettura strategica del match e chiavi operative | Antonio Marino Match Analysis
Contesto competitivo e peso della gara
Contro la Cremonese la partita assume un’importanza strategica elevatissima: vincere è fondamentale per accorciare in vetta e, al contempo, allungare sul Como sesto in classifica. Ci attende una squadra solida, capace di raccogliere 22 punti nel girone d’andata, con 20 reti realizzate e 23 subite.
Profilo offensivo e dati realizzativi
La Cremonese presenta una percentuale realizzativa del 12%, con un solo gol segnato da fuori area, dato che evidenzia una produzione offensiva prevalentemente sviluppata all’interno dei sedici metri. Questo impone particolare attenzione alla protezione dell’area e alla gestione delle seconde palle.
Vulnerabilità nelle transizioni difensive
Sulle transizioni avversarie la Cremonese ha mostrato criticità significative, subendo 10 situazioni di rischio difensivo elevato e 6 reti, con una media di 1,2 gol concessi a partita. Un aspetto che individua con precisione una delle principali aree su cui costruire il nostro piano gara.
Riferimenti difensivi e fase di non possesso
In fase di non possesso, Terracciano registra la miglior percentuale di recuperi a partita, mentre Baschirotto rappresenta il leader difensivo della squadra di Nicola. Quest’ultimo guida la classifica interna per aggressioni sul portatore avversario, con una media di sette chiusure difensive a gara, confermandosi il principale riferimento nella protezione dell’area.
Produzione offensiva e interpreti chiave
In fase offensiva, i principali interpreti della Cremonese sono Vandeputte, autore di sei potenziali pericoli creati, Vardy, che con una media di 0,5 conclusioni realizzate a partita ha segnato cinque reti, e Bonazzoli, con una frequenza realizzativa di un gol ogni 209 minuti. Un reparto che, pur non producendo grandi volumi, si dimostra estremamente efficiente negli ultimi metri.
Densità centrale e gestione dei duelli
La Cremonese tende a costruire una forte densità nella zona centrale del campo. In questo contesto, Locatelli, Thuram e Miretti dovranno garantire dominio sulle seconde palle, vincendo i duelli contro Johnsen e Grassi per impedire agli avversari di consolidare il possesso e alzare il baricentro.
Contenimento delle corsie e profondità
In fase di non possesso sarà fondamentale limitare le incursioni laterali di Barbieri e Pezzella, così come gli attacchi in profondità di Vardy. Il controllo delle corsie laterali ridurrà la capacità della Cremonese di allungare la nostra linea difensiva.
Duello chiave: Bremer–Bonazzoli
Bremer sarà chiamato ad annullare Bonazzoli, attaccante che tende a giocare di sponda sulle verticalizzazioni per far salire la squadra e favorire l’ingresso di più uomini nella nostra metà campo. Sarà determinante anticiparlo con continuità, negandogli la possibilità di arrivare per primo sui palloni verticali, replicando il dominio già mostrato contro Pinamonti nella scorsa giornata.
Sviluppo del possesso e spazi da attaccare
In fase di possesso dovremo muovere il pallone con rapidità e precisione, cercando di colpire gli spazi tra i reparti avversari. In particolare, tra Bianchetti e Baschirotto la Cremonese tende a concedere varchi sfruttabili, area su cui dovremo concentrare le nostre progressioni per creare pericoli concreti.
Condizioni strategiche per indirizzare la gara
Per orientare la gara a nostro favore sarà decisivo trasformare il controllo delle zone chiave in concretezza offensiva. Il dominio dei duelli centrali, la gestione ordinata delle transizioni e la capacità di attaccare con continuità gli spazi tra i reparti della Cremonese costituiranno i presupposti fondamentali per conquistare i tre punti e rafforzare il nostro posizionamento nelle zone alte della classifica.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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