PRIMA SQUADRA
Juventus-Cremonese: indicazioni e prospettive dall’allenamento congiunto | Antonio Marino Match Analysis
Un test dentro il lavoro
Nella sgambata che ha chiuso la seconda settimana di sosta, l’allenamento congiunto con la Cremonese è servito a completare il richiamo atletico e a dare minutaggio ai giovani più interessanti del settore giovanile. La differenza di intensità era prevedibile: per la Cremonese si trattava di un’amichevole di lusso, mentre per noi era soprattutto un test al termine di una settimana di lavoro fisico. L’aspetto più importante è stato osservare comportamenti, condizione e risposte individuali.
Cambiaso in regia
Nella prima frazione il focus è stato su Cambiaso, provato per la prima volta in cabina di regia. Una soluzione utile per accompagnarne il graduale recupero dall’infortunio senza forzare, ma anche per esplorare una posizione coerente con le sue qualità tecniche. La Cremonese, schierata con un 4-2-3-1 vicino alla formazione titolare, ci ha messo in difficoltà per la maggiore intensità di corsa. Noi abbiamo mantenuto una struttura compatta centralmente, concedendo alcune transizioni sulle corsie esterne dove i tempi di scivolamento sono risultati più sollecitati.
Un secondo tempo più alto
Nei secondi 45 minuti abbiamo alzato sensibilmente il baricentro, occupando con maggiore continuità la metà campo avversaria. Corigliano ha agito alto a destra, mentre Durmisi e Davide Marchisio hanno garantito presenza costante nelle zone avanzate. Una struttura che ci ha permesso di consolidare meglio il gioco nella metà campo della Cremonese, aumentando la presenza sopra la linea della palla e osservando con maggiore consequenzialità le caratteristiche dei ragazzi coinvolti.
Corradi e Rizzo
Tra le indicazioni più interessanti c’è Corradi, classe 2005. Da centrale ha mostrato qualità già sviluppate nella gestione della linea, nell’orientamento del corpo e nell’attacco al portatore, cercando con decisione anche la riconquista del pallone. Niccolò Rizzo, impiegato da centrale di destra, ha invece evidenziato una buona qualità tecnica e ottimi posizionamenti nelle chiusure preventive sulle transizioni avversarie, utilizzando bene il corpo per orientare e contenere le incursioni.
Il patrimonio Corigliano
E poi c’è Thomas Corigliano, un patrimonio della Società. Il 17enne ha mostrato caratteristiche che possono renderlo una soluzione da valutare anche in prospettiva per le nostre gare ufficiali. La conduzione orientata la esegue in meno di 0,5-0,6 secondi: una velocità di esecuzione che gli permette di guadagnare mezzo tempo di gioco, attaccare direttamente l’avversario e creare subito un vantaggio offensivo concreto. Il valore della giocata sta nella capacità di trasformare immediatamente la ricezione in progressione, riducendo il tempo a disposizione del difendente per orientarsi e preparare l’intervento. Quando riesce a ricevere già orientato verso la porta, Corigliano può quindi passare dalla ricezione all’attacco dell’uomo con una stabilità che aumenta la probabilità di rompere la prima pressione e generare superiorità. È una caratteristica particolarmente interessante perché il vantaggio nasce prima ancora della giocata successiva: è il primo controllo, per tempi e direzione, a modificare il rapporto tra attaccante e difendente. Il passaggio successivo sarà verificare quanto questa qualità riesca a mantenere la stessa efficacia anche aumentando progressivamente intensità, pressione e complessità delle situazioni di gioco.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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