PRIMA SQUADRA
Basilea 0-0 JUVENTUS: l’analisi tattica | Antonio Marino Match Analysis
Il contesto della prima uscita stagionale
Nella prima uscita stagionale, disputata nel pieno della fase iniziale della preparazione, il lavoro fisico ha convissuto con la costruzione dei primi automatismi e con la progressiva ricerca del ritmo partita. I carichi accumulati hanno ovviamente condizionato brillantezza, velocità delle esecuzioni e continuità dell’intensità, elementi che cresceranno parallelamente all’evoluzione del percorso.
Una risposta fisica già significativa
Di fronte abbiamo trovato un Basilea più avanti nella preparazione, con l’esordio ufficiale in campionato ormai vicino ma nonostante questa differenza temporale nel lavoro, abbiamo mantenuto un livello di intensità vicino a quello degli avversari, registrando parametri di corsa soltanto leggermente inferiori rispetto alla formazione svizzera. In questo momento uno dei principali aspetti da prendere in considerazione è la capacità collettiva di sostenere le richieste del gioco e adattarsi progressivamente alle esigenze. La disponibilità mostrata nei duelli, nelle pressioni e nelle corse di recupero ha messo in luce una prima base sulla quale costruire il percorso delle prossime settimane.
La prima struttura senza palla
Dal punto di vista tattico, la prima frazione ha mostrato una prima idea chiara nella fase di non possesso. Ci siamo disposti con una struttura 4-1-4-1, nella quale Locatelli ha rappresentato il riferimento davanti alla linea difensiva, mentre Douglas Luiz e Adzic hanno occupato una posizione più avanzata per orientare la prima pressione. L’obiettivo era mantenere compattezza centrale, ridurre gli spazi tra le linee e orientare la costruzione del Basilea verso zone laterali, dove la pressione poteva essere accompagnata da una maggiore densità di uomini e da minori possibilità di progressione centrale. Questa disposizione ci ha richiesto attenzione soprattutto nella gestione della distanza tra il centrocampo e la linea difensiva, elemento fondamentale per evitare che il Basilea potesse trovare ricezioni pulite nella zona di rifinitura. Gli elvetici hanno interpretato il possesso partendo da un 4-2-3-1, trasformandolo in fase offensiva in un 4-2-1-3: Shaqiri ha occupato stabilmente la zona di trequarti, muovendosi alle spalle del centravanti, mentre gli esterni hanno garantito ampiezza e presenza negli ultimi metri.
La volontà di occupare il campo avversario
La prima indicazione interessante emersa dalla gara riguarda la zona nella quale siamo riusciti a sviluppare il possesso: il 40% dei passaggi li abbiamo effettuati negli ultimi 45 metri di campo, con 29 ingressi nell’ultimo terzo e cinque conclusioni generate dall’interno dei 16 metri. Il dato più significativo non è soltanto la quantità di presenza negli ultimi metri, ma la capacità di andare a occupare con continuità zone utili alle spalle della prima pressione avversaria, mantenendo il possesso in campo avanzato. Numeri che presi singolarmente hanno un valore relativo in una gara estiva, ma che assumono maggiore significato se letti all’interno della direzione tattica intrapresa.
La costruzione del possesso: occupare gli spazi prima di attaccarli
Più che ricercare immediatamente la verticalità, abbiamo mostrato la volontà di consolidare il possesso attraverso un’occupazione razionale degli spazi. L’obiettivo era offrire al portatore più linee di passaggio e costruire le condizioni per accelerare l’azione solo dopo aver consolidato il controllo del pallone, evitando di forzare giocate dirette.
Il peso offensivo della ripresa
Nella seconda frazione il canovaccio tattico è stato simile alla prima, ma l’ingresso di Milik al fianco di Openda ci ha permesso di avere maggiore presenza e struttura negli ultimi 25 metri, con la ricerca della profondità e del riferimento offensivo diventata una costante della nostra interpretazione.
Joao Mario, qualità e attenzione nelle transizioni
Sulla corsia destra Joao Mario ha rappresentato uno dei nostri principali punti di connessione nella ripresa. Le relazioni più frequenti si sono sviluppate con Licina e Miretti sul lato forte, mentre Arthur ha offerto costantemente una soluzione interna nella prima costruzione. Joao ha completato 10 passaggi su 10 nella metà campo del Basilea, accompagnando la manovra con tre progressioni. La stessa zona, però, è stata anche quella dove abbiamo sofferto maggiormente nelle transizioni negative, con nove palloni persi che hanno favorito alcune ripartenze avversarie.
La corsia sinistra: un segnale positivo
La combinazione tra Cabal più basso e Oboavwoduo più avanzato ha prodotto le indicazioni più interessanti della ripresa. La capacità di raddoppiare il portatore ha limitato il Basilea sulla fascia, mentre Oboavwoduo ha mostrato disponibilità nel ricevere negli ultimi 30 metri, chiudendo la partita con tre conclusioni realizzate tra cui la più pericolosa.
Gli errori che indicano il lavoro da fare
Il rigore concesso rappresenta un episodio da correggere: il centravanti del Basilea stava orientando il movimento verso l’esterno dell’area e non richiedeva un intervento da parte di Arthur così rischioso dentro i nostri 16 metri; in una fase iniziale dell’annata gli errori possono emergere, ma il livello di attenzione individuale dovrà crescere rapidamente.
La qualità necessaria per alzare il livello
Questa prima uscita ha confermato la necessità di aumentare la qualità complessiva della rosa attraverso interpreti capaci di alzare il livello competitivo. Alcuni ragazzi presenti nel gruppo possono rappresentare risorse importanti, a condizione di riuscire a esprimere con maggiore continuità le proprie caratteristiche. Douglas Luiz rientra in questa categoria: possiede una qualità tecnica evidente nella gestione del pallone, nella capacità di controllo e nella pulizia dello scarico, caratteristiche che possono aiutarci nella costruzione del gioco. Oggi è però emersa la necessità di migliorare alcuni aspetti legati alla velocità cognitiva della giocata: la posizione del corpo prima della ricezione, la scansione dello spazio e la capacità di anticipare la scelta gli hanno spesso fatto perdere un tempo di gioco, rallentando lo sviluppo dell’azione.
I dati statistici riportati nell’analisi sono elaborati su rilevazioni Sofascore
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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