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Fiorentina-JUVENTUS: l’analisi pre partita | Antonio Marino Match Analysis

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Fiorentina-Juventus: l’analisi pre partita di Antonio Marino

Il Franchi come banco di prova per consolidare le nostre ambizioni

La trasferta di Firenze rappresenta un passaggio importante nella corsa alle posizioni di vertice. Ridurre il distacco dalle squadre che ci precedono richiederà personalità, continuità e concretezza. Arriviamo da una settimana positiva sul piano dei risultati, ma la produzione offensiva non trova ancora un’adeguata corrispondenza nella finalizzazione. La qualità delle occasioni costruite dovrà tradursi in una maggiore efficacia negli ultimi metri. Contro la Fiorentina sarà importante velocizzare le connessioni tra centrocampo e attacco. Dovremo anticipare le verticalizzazioni, evitando che una circolazione eccessivamente orizzontale consenta ai viola di ricomporre il proprio dispositivo difensivo. Senza possesso, invece, servirà maggiore precisione nelle uscite individuali. Ogni aggressione dovrà trovare sostegno nelle posizioni dei compagni, impedendo agli avversari di sfruttare gli spazi generati dai nostri interventi.

Le rotazioni viola tra ampiezza e occupazione dei mezzi spazi

Affronteremo una Fiorentina orientata a sviluppare la manovra attraverso il 4-3-3. Vanoli dovrebbe affidarsi alla mobilità dei terzini per modificare continuamente l’occupazione degli spazi. Sul lato della palla, Jiménez tende ad avanzare fino a raggiungere altezze offensive, garantendo soluzioni laterali e profondità. Questo movimento può costringere il nostro esterno a scegliere tra l’accompagnamento del terzino e la protezione delle zone interne. Sul versante opposto, Valdepeñas può mantenere una posizione più prudente, accentrandosi per sostenere la costruzione e proteggere eventuali transizioni. L’asimmetria consente ai viola di ampliare il fronte offensivo senza esporre contemporaneamente entrambe le corsie. Dovremo prestare particolare attenzione alla relazione tra l’avanzamento del terzino e il movimento interno della mezzala. Quando Jiménez guadagnerà campo, il centrocampista potrà occupare il corridoio liberato, offrendo a Fagioli una soluzione verticale aggiuntiva. La nostra pressione dovrà impedire che questa combinazione si sviluppi con tempi favorevoli. L’esterno accompagnerà l’avanzamento avversario, mentre il centrocampista più vicino proteggerà l’accesso al mezzo spazio. Sarà altrettanto importante riconoscere i momenti in cui la Fiorentina cercherà di trasferire rapidamente il pallone sul lato debole. La posizione conservativa del terzino opposto potrebbe favorire una ricezione indisturbata, consentendo ai viola di cambiare orientamento prima della nostra ricomposizione.

Mastantuono riferimento creativo, Ndour minaccia negli inserimenti

Mastantuono rappresenterà uno dei riferimenti più delicati nella costruzione offensiva della Fiorentina. L’argentino può abbassarsi tra centrocampo e attacco, offrendo una soluzione tecnica capace di collegare i reparti e attirare fuori posizione i nostri riferimenti. La sua ricezione potrebbe coinvolgere direttamente Koopmeiners, chiamato a interpretare correttamente il momento dell’uscita. Seguirlo sistematicamente rischierebbe di liberare lo spazio alle spalle, soprattutto quando Ndour accompagnerà l’azione con inserimenti centrali. La priorità sarà mantenere schermata la zona interna anche quando Mastantuono parteciperà alla costruzione. L’uscita di Koopmeiners dovrà essere accompagnata da una compensazione preventiva, perché il movimento del numero 30 viola potrebbe liberare a Ndour il corridoio necessario per attaccare la profondità. Il problema non sarà soltanto impedire la ricezione, ma controllare la seconda conseguenza generata da quel movimento. Un intervento individuale apparentemente efficace potrebbe poi trasformarsi nell’occasione per liberare un altro riferimento offensivo. Sarà importante anche condizionare l’orientamento del controllo di Mastantuono. Negargli la possibilità di ricevere frontalmente ridurrà il tempo disponibile per individuare Ndour e limiterà le combinazioni centrali. L’aggressione dovrà coinvolgere nello stesso istante il portatore e le sue principali soluzioni di scarico. Costringerlo a giocare lateralmente significherà interrompere la progressione prima che i centrocampisti possano raggiungere posizioni avanzate.

Intercettare l’asse centrale per attaccare la profondità

Saremo tenuti a monitorare anche i collegamenti tra Brescianini e Njie. La loro interazione può favorire progressioni verticali quando il centrocampista riesce a servire l’attaccante oltre la prima pressione. Il momento decisivo sarà quello precedente alla trasmissione. Il nostro centrocampo dovrà proteggere la linea di passaggio, evitando che Brescianini possa trovare Njie con il corpo già orientato verso la porta. Interrompere questa connessione ci permetterà di recuperare il pallone in una posizione favorevole e la riconquista dovrà trovare riferimenti offensivi già pronti a sfruttare gli spazi disponibili. Kolo Muani dovrà attaccare il corridoio lasciato libero da Valdepeñas quando il terzino avanzerà. La sua mobilità costringerà il centrale più vicino a scegliere tra l’accompagnamento della corsa e la protezione della zona interna. Woltemade e McKennie dovranno completare queste situazioni attraverso inserimenti differenziati. Il primo potrà offrirci un riferimento centrale, mentre il secondo avrà la possibilità di attaccare gli intervalli lasciati dai centrocampisti viola. Questa distribuzione impedirà alla retroguardia di concentrarsi solo su Kolo e se i difensori saranno costretti a dilatare le proprie coperture, emergeranno ulteriori opportunità nelle zone centrali. La verticalizzazione dovrà coincidere con la disponibilità effettiva dei nostri attaccanti. Una trasmissione eseguita nel momento corretto potrebbe invece sorprendere una linea ancora impegnata a ricomporre le proprie distanze e dovremo sfruttare soprattutto lo spazio tra il terzino avanzato e il centrale incaricato di proteggerne la posizione.

Le due possibili interpretazioni della pressione viola

In fase di possesso sarà necessario riconoscere in tempi brevi l’altezza del blocco scelto dalla Fiorentina. Un atteggiamento attendista ci offrirà maggiori possibilità di consolidare la costruzione, ma richiederà precisione nell’individuazione degli spazi interni. Contro un blocco basso, l’importante sarà modificare continuamente il punto di attacco. Dovremo alternare soluzioni sulle corsie e occupazione dei mezzi spazi, costringendo i centrocampisti viola a modificare i propri riferimenti. Koopmeiners potrà assumere un ruolo determinante nel collegamento tra prima costruzione e sviluppo offensivo. Le sue ricezioni dovranno favorire cambi di orientamento tempestivi quando la Fiorentina concentrerà uomini sul lato della palla. Sarà importante evitare che i nostri riferimenti offensivi rimangano sulla stessa linea difensiva. Movimenti differenziati tra incontro e profondità potranno creare incertezza nei centrali, aprendo possibilità di ricezione alle spalle del centrocampo. Se invece Vanoli sceglierà un’aggressione più alta, bisognerà modificare le priorità della costruzione. Dovremo individuare un riferimento capace di ricevere alle spalle dei primi pressori, mantenendo connessioni sufficienti per sostenere la seconda giocata. Woltemade potrà darci una soluzione centrale, attirando l’attenzione dei difensori e facilitando l’avanzamento dei compagni. Kolo Muani dovrà interpretare gli spazi generati dalle uscite individuali, attaccando la profondità quando la linea arretrerà. Una volta superata la prima pressione, sarà fondamentale sfruttare il disordine posizionale generato dall’aggressione viola. La rapidità della giocata successiva potrà permetterci di raggiungere l’ultimo terzo prima della ricomposizione avversaria.

Il duello con Pellegrino e la gestione della profondità

Nella nostra fase difensiva, Bremer e Lucumí avranno responsabilità importanti nella gestione di Pellegrino. L’attaccante ex Parma potrà offrire un riferimento centrale per le verticalizzazioni e favorire gli inserimenti dei compagni. Il centrale più vicino alla ricezione dovrà valutare l’anticipo in funzione dell’orientamento del corpo dell’avversario. Il compagno manterrà una posizione di sicurezza, leggendo anticipatamente eventuali seconde giocate. La situazione diventerà più delicata quando Pellegrino riuscirà a ricevere fronte alla porta. In quel momento, la distanza tra difesa e centrocampo determinerà la possibilità di accompagnare l’uscita senza concedere ulteriori soluzioni interne. Dovremo evitare che l’attaccante possa isolare individualmente uno dei nostri centrali. La collaborazione tra Bremer e Lucumí dovrà impedire che un intervento aggressivo lasci scoperto il corridoio necessario all’inserimento di un secondo riferimento offensivo. Sarà altrettanto importante controllare lo spazio immediatamente davanti alla linea difensiva e se Pellegrino riceverà senza pressione, potrà attirare un centrale e liberare opportunità per le combinazioni ravvicinate.

Alajbegovic e la ricerca degli spazi lasciati dalle coperture viola

Alajbegovic dovrà rappresentare una soluzione di valore per attaccare gli spazi generati dalle rotazioni difensive della Fiorentina. La sua posizione dovrà essere interpretata in relazione agli avanzamenti di Jiménez e alle coperture di Drăgușin. Quando Jiménez accompagnerà l’azione, il nostro esterno potrà attaccare lo spazio alle sue spalle. Il movimento dovrà essere coordinato con la circolazione, evitando di anticipare la trasmissione eccessivamente. La risposta di Drăgușin sarà determinante. Se il centrale sarà costretto ad allargarsi per compensare l’uscita del compagno, potranno aprirsi opportunità nelle zone interne con gli inserimenti dei nostri centrocampisti. Alajbegovic dovrà riconoscere anche la possibilità di ricevere dentro al campo. Un movimento verso il mezzo spazio potrebbe costringere il difensore a modificare il proprio orientamento, creando un corridoio esterno per la sovrapposizione. L’obiettivo sarà mettere la retroguardia viola davanti a scelte difficili da risolvere. Se un difensore seguirà il movimento interno, potremo attaccare lo spazio esterno; diversamente, Alajbegovic potrà ricevere con maggiore libertà e aiutarci con le sue doti individuali a creare situazioni potenzialmente pericolose sia per fare l’ultimo passaggio sia per concludere a rete.

Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis

Football Analysis Professional – Tactical and Performance Expertise

 

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