PRIMA SQUADRA
Juventus in emergenza, Spalletti studia le contromosse: tra rientri e soluzioni coraggiose
Nove infortuni in appena tre settimane hanno complicato i piani della Juventus, ma Luciano Spalletti non intende arrendersi all’emergenza. Il tecnico studia nuove soluzioni per ridisegnare centrocampo e trequarti, mentre alla Continassa si avvicinano alcuni rientri importanti.
“Uomini forti, destini forti”. È questo il principio che guida Luciano Spalletti nel momento più complicato della sua avventura sulla panchina della Juventus. L’emergenza infortuni ha raggiunto proporzioni difficili da ignorare: sono ben nove gli indisponibili maturati nell’arco di appena tre settimane, proprio nel momento in cui la stagione entra nel vivo e il calendario comincia a farsi particolarmente intenso.
In casa bianconera, però, iniziano a intravedersi i primi segnali positivi. I prossimi giorni potrebbero infatti restituire a Spalletti tre pedine preziose come Pape Matar Sarr, Andrea Cambiaso e Weston McKennie. Soprattutto il ritorno del centrocampista statunitense rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per un reparto ridotto ai minimi termini.
L’assenza contemporanea di Manuel Locatelli e Khéphren Thuram, entrambi fuori fino a gennaio, costringe infatti il tecnico toscano a intervenire in profondità sull’assetto della squadra. Il problema non riguarda soltanto la quantità degli uomini a disposizione, ma anche la necessità di mantenere equilibrio e competitività in una fase della stagione che imporrà alla Juventus di affrontare impegni ravvicinati.
Spalletti trasforma l’emergenza in un laboratorio tattico
Il calendario serrato potrebbe diventare così l’occasione per sperimentare soluzioni alternative. Spalletti è chiamato a trovare una formula capace di distribuire le energie e, contemporaneamente, mantenere la squadra competitiva sia in campionato sia sul palcoscenico europeo.
Nel 4-3-3, una delle ipotesi al vaglio prevede l’impiego di Andrea Cambiaso come mezzala di spinta. Una soluzione particolarmente interessante per sfruttare la duttilità dell’esterno, ma subordinata al completo recupero di Juan Cabal, necessario per garantire adeguata copertura sulla fascia.
In vista della trasferta contro il Sassuolo, invece, il cuore del centrocampo dovrebbe essere affidato alla coppia composta da Douglas Luiz e Teun Koopmeiners. Alle loro spalle, o a gara in corso, potrebbero trovare spazio McKennie e Sarr, chiamati a garantire dinamismo, corsa e capacità di inserimento.
Ma Spalletti potrebbe non fermarsi alle soluzioni più convenzionali.
Kelly e Lucumí: l’ipotesi più audace
Se l’emergenza dovesse prolungarsi, il tecnico potrebbe essere costretto a prendere decisioni ancora più coraggiose. Tra le possibilità più sorprendenti c’è anche quella di avanzare a centrocampo uno dei difensori centrali dotati di maggiore qualità tecnica.
Lloyd Kelly e Jhon Lucumí rappresentano, in questo senso, due profili che potrebbero essere adattati a una posizione più avanzata. Una scelta certamente inedita, ma che consentirebbe a Spalletti di aumentare il numero di giocatori disponibili nella zona nevralgica del campo senza rinunciare alla qualità nella costruzione.
È proprio qui che l’emergenza può trasformarsi in un’opportunità: trovare soluzioni nuove, sfruttando caratteristiche individuali che in condizioni normali rimarrebbero meno esplorate.
Nico Gonzalez jolly tra fascia e centrocampo
Un’altra carta importante nelle mani dell’allenatore è Nico Gonzalez. L’argentino può rappresentare una risorsa preziosa proprio grazie alla sua capacità di interpretare più ruoli.
Spalletti potrebbe utilizzarlo largo, come esterno offensivo, oppure abbassarlo sulla linea dei centrocampisti affidandogli compiti da mezzala d’inserimento. Una duttilità che potrebbe rivelarsi decisiva soprattutto nelle partite più ravvicinate, quando sarà necessario alternare uomini e caratteristiche senza stravolgere completamente l’identità della squadra.
Sulla fascia sinistra, intanto, il giovane Alajbegovic è chiamato a dare una mano per compensare l’assenza di Jeremie Boga. A destra, invece, il maggior carico di lavoro in campionato dovrebbe ricadere su Chico Conceição, mentre Edon Zhegrova potrebbe essere preservato maggiormente in vista degli appuntamenti europei.
Woltemade e Kolo Muani, la coppia per scardinare le difese
E poi c’è l’attacco. Per affrontare le squadre capaci di chiudersi e concedere pochi spazi, Spalletti sta valutando una soluzione che potrebbe dare alla Juventus caratteristiche differenti.
L’idea è quella di avvicinare Nick Woltemade alla trequarti, arretrandolo rispetto alla posizione di riferimento offensivo, e affiancargli Randal Kolo Muani.
Il tedesco potrebbe diventare il punto di riferimento per il gioco spalle alla porta, sfruttando struttura fisica e capacità di proteggere e ripulire i palloni. Kolo Muani, invece, avrebbe maggiore libertà per attaccare la profondità e sfruttare gli spazi creati dal lavoro del compagno.
Una combinazione di caratteristiche molto diverse, ma proprio per questo potenzialmente complementari.
L’emergenza come banco di prova
La Juventus si trova dunque davanti a una fase delicata della stagione. Gli infortuni hanno ridotto le possibilità di scelta di Spalletti, soprattutto a centrocampo e sulla trequarti, ma allo stesso tempo lo stanno spingendo a esplorare soluzioni che in condizioni normali probabilmente non sarebbero state prese in considerazione.
Il ritorno di McKennie, Sarr e Cambiaso può offrire nuove alternative, ma la vera sfida sarà riuscire a gestire il calendario senza perdere equilibrio e identità.
Spalletti, intanto, prepara il suo laboratorio. Perché quando le pedine a disposizione diminuiscono, a fare la differenza può essere proprio la capacità dell’allenatore di inventare qualcosa di nuovo.
