CALCIOMERCATO
Spalletti in conferenza: “Le scelte saranno decisive. Non siamo 11 ma 16… molte partite si risolvono nel finale”
Le parole di Spalletti alla vigilia della partita: dalle scelte a Vlahovic, fino a Miretti e alla gestione della rosa.
La Juventus vuole chiudere prima della sosta con la terza vittoria consecutiva, un risultato fondamentale per continuare la rincorsa al quarto posto occupato dal Como. Alla vigilia del match, il tecnico Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa, toccando diversi temi chiave del finale di stagione.
Quali dettagli faranno la differenza nel finale di stagione: “Quello che diventa sempre fondamentale sono le scelte che si vanno a fare. Mancano 9 partite, potremmo anche cambiare con 8500 minuti. A volte le scelte dei minuti, del momento dentro la partita siccome non potrai sempre essere al top e giocare sempre meglio degli avversari, individuare il momento fondamentale può darti l’apertura di un risultato. Per cui, scegliere, bisogna saper scegliere”.
Vlahovic e Thuram ci saranno? “Sono cose che valuteremo bene insieme, tra un po’ escono le convocazioni per cui lo saprete bene da lì. Abbiamo ancora domattina, qualche acciacchino di qualcuno, si va all’ufficialità. Abbiamo un paio di calciatori che gli son venuti fuori un paio di doloretti e si va a domani. La panchina è sempre stata di grande aiuto la nostra. Spesso abbiamo creato l’imprevisto e quella soluzione che poi ti ha dato la possibilità di trovare sbocchi differenti”.
Juve squadra che tenta più uno contro uno: “Lo potremmo abbinare al fatto di come si debbono allenare i ragazzi, le cose che sono poi importanti. Se un ragazzo sa fare veramente bene una cosa gliela dobbiamo lasciar fare perché quella diventa la sua specialità. Avere specialisti che san fare l’uno contro uno e va oltre la barriera del gioco, del collettivo ti dà soluzioni subito senza stare a organizzare altro. Sono cose che abbiamo a disposizione, perché son calciatori che hanno queste buone qualità e caratteristiche. Io le ho trovate quasi tutte. L’ultimo che ci ha dato una mano è Boga, è stata brava la società a individuarlo”.
Di nuovo attacco con Yildiz e Boga: “Si potrà partire anche così ma non è un disegno definitivo dell’inizio. A volte si sceglie di lasciare un margine fuori per rompere la monotonia, il ritmo che ha preso la partita, l’equilibrio e la conoscenza della gara che ha fatto la squadra avversaria. Chi entra ti dà tante soluzioni nuove. Entra in un pensiero e in una tattica dell’allenatore. Non siamo 11 giocatori in campo ma 16: siccome siete bravi a far statistiche, si risolvono molte più partite nel finale di gara, non all’inizio. Lì spessissimo ci sono le 5 sostituzioni. È una cosa che può succedere di partire di nuovo con Boga davanti e Yildiz a sinistra”.
Di Gregorio e Perin: “Ora sono nelle condizioni di essere entrambi al top. A Di Gregorio ha fatto bene questo periodo, inusuale di quello che ha passato in questi due anni. Probabilmente non c’era mai stato per diverse partite così fuori. Quindi fa dei ragionamenti e ha fatto dei ragionamenti diversi, l’ho visto determinato nella faccia e negli occhi. Per come li ho visti cambierà niente, qualsiasi cosa andrò a scegliere avrà la risposta positiva da tutti e due”.
Rinnovo durante la sosta: “Mi sembra abbia individuato un momento corretto dove c’è meno stress. Da parte mia c’è tutta la disponibilità a sentire cosa la società vuole dirmi. Ha individuato un momento che può essere corretto”.
Miretti: “La Nazionale è uno stimolo per tutti. Lui è un connettore di gioco, è bravo a saper stare dentro questo continuo movimento, rendendosi conto dove sono gli avversari, gli spazi, a trovarsi a suo agio in più posizioni. Secondo me ha fatto bene, quando è entrato ci ha dato una mano a sbrogliare situazioni. Per il suo impegno meritava qualcosa in più da parte mia. La squadra tante volte ha fatto bene e a volte ho la responsabilità di averlo messo tardi. È un bravissimo ragazzo e ha questa qualità fondamentale ora. Molti conoscono la longitudine, altri la latitudine, lui ha una mappatura completa del calcio. Riesce a capire dove andarsi a mettere e dare seguito a ciò che gli viene tirato addosso. È un ragazzo che ha ancora margini di crescita importanti”.
