Nero su Bianco | Juventus-Chelsea 1-0

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Prosegue nel migliore dei modi il cammino della Juventus in Champions League. Nonostante le difficoltà di inizio stagione e le assenze pesanti, in particolar modo riguardanti il reparto offensivo, gli uomini di Max Allegri battono il campioni d’Europa del Chelsea e comandano il Girone H a punteggio pieno. Analizziamo i punti chiave che hanno portato alla vittoria.

BIANCO

INTELLIGENZA TATTICA Questo il concetto migliore per definire la prestazione dei bianconeri. Per colmare il gap tecnico con i Blues, ampliato dalle pesanti assenze in attacco di Dybala e Morata, Allegri si inventa un vero e proprio capolavoro tattico. Partendo dalla difesa, rompe la coppia eroica di Euro 2020 Bonucci Chiellini, schierando al posto di quest’ultimo un De Ligt voglioso di riscatto. A centrocampo spazio ad un Bentancur ritrovato e Locatelli, già pilastro difficilmente sostituibile. Ma è in fase offensiva che Max sfoggia tutta la propria inventiva tattica: Bernardeschi falso 9 e Chiesa al suo fianco. I due ex Fiorentina hanno messo in seria difficoltà la retroguardia londinese, grazie ai continui cambi di posizione.

ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA Se Lukaku e compagni non sono stati in grado di ottenere palloni giocabili per poter impensierire Szczesny, la maggior parte dei meriti va attribuita alla fase difensiva, autrice di una prova sublime. Uno dei due centrali (molto più spesso De Ligt) marcava il gigante belga senza concedergli nemmeno un centimetro, mentre l’altro, Bonucci, seguiva lo sviluppo dell’azione e anticipava l’ex Inter. A ciò va aggiunto il supporto dei due centrocampisti, Bentancur e Locatelli, chiamati agli straordinari, sia per coprire zone lasciate vuote dai due difensori (impegnati nella suddetta strategia), sia per triplicare la marcatura sul centravanti avversario. Una mossa definibile “a gabbia”, risultata più che efficacie.

CINISMO Elemento fondamentale affinché una partita, improntata difensivamente, possa tramutarsi in successo. E così è stato. 6 tiri totali (contro i 16 del Chelsea), di cui esclusivamente 1 nello specchio di porta, proprio come i Blues. Per usare un termine “allegriano”, Corto Muso.

CHIESA INCONTENIBILE – Il club londinese lo aveva cercato e desiderato nel corso dell’estate, con risultati fallimentari, e adesso patiscono peraltro la sua potenza. Oltre al danno, la beffa. L’mvp della serata non può che essere Federico Chiesa, autore di una prestazione superlativa, fatta di corsa, forza, determinazione e, chiaramente, qualità. Il gol, che mostra ancora una volta l’indifferenza di calcio tra un piede e l’altro, arriva dopo un’incursione improvvisa, premiata dall’intuizione di un altro Federico, Bernardeschi.

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