Nero su Bianco | Juventus – Benevento

Da Leggere

Pomeriggio disastroso all’Allianz Stadium per la Juventus, che perde tre punti fondamentali contro il neopromosso Benevento di Pippo Inzaghi. Un solo gol, realizzato da Adolfo Gaich, decide il match e spegne le speranze per la rimonta scudetto. La squadra di Pirlo rimane nella terza posizione della classifica, raggiunta dall’Atalanta a 55 punti. Il Benevento, invece, agguanta il 16esimo posto, al pari di Spezia e Fiorentina.
Analizziamo le note negative e positive della gara di ieri.

NERO

MOVIMENTO SENZA PALLA – In primo luogo, è opportuno trattare uno degli aspetti su cui si basa il gioco del calcio, ossia il movimento senza palla. Nella partita di ieri ha regnato la staticità, specialmente in fase offensiva, che ha di conseguenza vanificato il possesso bianconero (73%). Per segnare, occorrono verticalizzazioni, e non esclusivamente passaggi orizzontali da un lato all’altro del campo.

SOFFERENZA DEL PRESSING – Una diretta conseguenza del punto precedente è la sofferenza del pressing avversario. La mancanza di soluzioni, ha costretto i difensori ed i centrocampisti a compiere giocate prevedibili e a perdere spesso palla, anche in zone pericolose.

APPROCCIO SBAGLIATO – Per l’ennesima volta, la Juventus ha varcato la linea bianca del rettangolo di gioco con l’approccio sbagliato. Lo dimostra il fatto che, nei primi cinque minuti del match, i bianconeri hanno commesso 6 errori in fase d’impostazione (nella propria metà campo).

SUPERFICIALITA’ E DECONCENTRAZIONE – Continuando il discorso sull’atteggiamento, ciò che desta più scalpore è l’inspiegabile superficialità e disattenzione di alcuni giocatori. Un dato particolarmente rilevante è quello relativo ai contrasti vinti: solo il 38,9% dei 18 complessivi.

IMPRECISIONE NEI CROSS – Data la staticità delle punte, i bianconeri si sono affacciati in attacco molto spesso per vie laterali. Hanno fornito in totale 33 cross, ma di questi, solamente 9 hanno raggiunto un compagno.

MANCANZA DI CINISMO – L’imprecisione non ha colpito esclusivamente gli assist-men, bensì anche i bombers. Su 23 conclusioni, di cui 9 nello specchio, nessuna si è insaccata alle spalle di Provedel.

ARTHUR, SBAGLIANDO…NON SI IMPARA – Arthur, dopo l’errore all’andata che aveva generato il gol di Letizia, si è ripetuto. Un passaggio nella propria area, lento e prevedibile, è risultato di fatto un assist per Gaich.

MANCANZA DI CAMBI OFFENSIVI – Per la seconda gara consecutiva, Andrea Pirlo ha deciso di schierare tutti e quattro i calciatori offensivi disponibili. Una scelta che non ha portato i suoi frutti, vista la rete inviolata del portiere delle Streghe, e che ha condizionato i cambi. Non avendo attaccanti a disposizione, Pirlo ha gettato nella mischia due centrocampisti, incapaci, per caratteristiche, di fornire la scossa necessaria per il pareggio.

BIANCO

Gli aspetti positivi di una partita fallimentare sono quasi introvabili. Per questo motivo, l’unico “bianco” è reperibile nelle prestazioni dei singoli.

LA GRINTA DI CHIESA – Per lo meno ci prova, Federico Chiesa, a trascinare i compagni. L’intesa con Bernardeschi non sembra funzionare: nonostante i suoi inserimenti, è stato servito poco e male dal ragazzo di Carrara.

MOVIMENTI DI DANILO – Vista la staticità dei compagni, tenta di rendersi pericoloso, sovrapponendosi sulla fascia destra. Ha due buone occasioni per segnare, ma non le sfrutta.

PERSONALITA’ DI MCKENNIE – Subentra a Rabiot al 73′ e cerca di portare dinamicità alla squadra. Salta l’uomo e cambia campo con buoni lanci, per superare la prima linea di pressing avversario.

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