Morata a Dazn: “Futuro? Mi sento molto bene qui ma non dovete chiedere a me”

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Alvaro Morata si è reso protagonista del format “1vs1” di Dazn dove ha risposto a molte domande sul passato, presente e futuro in bianconero. Di seguito riportate le dichiarazione dell’attaccante spagnolo.

Sulla stagione in corso: “Ci sono stati tanti momenti diversi, ma credo ci sia stata una crescita importante da parte della squadra, come gruppo. Le valutazioni si faranno quando faremo le valigie per andare in vacanza. Si capisce la differenza quando certi episodi, un fallo sulla linea ad esempio, possono cambiare le partite. Siamo tornati a essere Juve, all’inizio non era così. Guardiamo con positività il futuro. Rimpianti? I rimpianti non servono a nulla. Abbiamo vissuto 2-3 mini stagioni dentro la stessa. È importante quello che si sta facendo, quello che abbiamo nella testa, lamentarsi non serve a niente. 

Su gli obiettivi:Vogliamo giocare anche una finale di Coppa Italia che comunque una coppa, quando uno smette di giocare e torna nella stanzetta dei ricordi, è sempre importante. Le foto con le coppe contano più delle altre cose. A volte si dà per scontato vincere una Coppa Italia o una Supercoppa italiana, ma ci sono tanti campioni che non le hanno vinte”.

Sul futuro:  “Ci giochiamo il nostro futuro in ogni allenamento, in ogni partita. C’è una fila di calciatori che vorrebbe giocare con la Juve. È normale sentire la pressione. Io do tutto per vincere, per la squadra, per i miei compagni, per i tifosi. Mi sento bene nella Juve. Sono contento di stare qua, di arrivare ogni giorno alla Continassa, faccio vedere lo stadio ai miei figli, che mi chiedono anche di mettere l’inno della Juve. Per il resto non dovete chiederlo a me. Sarei più felice se quest’anno vincessimo una coppa”

– Sul rapporto con Tevez: “L’ho ringraziato quando è venuto a trovarci, perché abbiamo parlato spesso ma non gli ho mai detto grazie perché, in parte, se sono calciatore è merito suo. Sono arrivato a Torino a 31 anni dal Real Madrid, con poca esperienza. All’inizio mi guardava un po’ male, alle volte mi rimproverava quando calciavo in porta e non la passavo a lui. Per me è uno dei giocatori più forti di sempre: ha tecnica, qualità, ti buttava già un muro se era necessario ma sapeva anche costruirtelo in cinque minuti. Nella storia come lui ce ne saranno pochi. Sapeva vincere da solo. Poi mi ha detto che era contento di vedermi giocare a sinistra. Sarò sempre grato per averci giocato.

– Sul passato:Se ci fosse stato il Var contro il Barcellona c’era un rigorino e avremmo una Champions in più in bacheca. Ma la vita è così”.

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