Marchisio: “Con Donnarumma si poteva creare un nucleo di italiani. Su Chiesa…”

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L’ex centrocampista della Juve Claudio Marchisio, ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha fatto il punto sulla squadra di Allegri e sul calciomercato bianconero. Di seguito le sue parole.

Su Donnarumma: “Gigio è un campione e avrebbe contribuito a creare un nucleo di italiani, per la Juve sempre fondamentale. Donnarumma, Locatelli, Chiesa, Bernardeschi: sarebbe stato un ultimo tocco per il cambio generazionale ormai vicino, che si concretizzerà quando Chiellini e Bonucci smetteranno“.

Su Kean: “Io ad esempio mi auguro che Kean migliori molto, che la sua voglia di rimettersi in gioco lo spinga. Ha difficoltà a giocare spalle alla porta e, sia da esterno sia da centrale, ora deve puntare l’uomo e la porta. Ha ancora bisogno di una squadra che giochi per lui“.

Su Chiesa: “Mi piace molto Federico Chiesa. Tutti guardano i suoi coast to coast ma a me colpiscono anche i movimenti senza palla. Si muove molto, fa tanti tagli come piaceva a me: mi sarebbe piaciuto mandarlo in porta“.

Su Dybala: “Ha già dimostrato in passato di essere un leader quando era più giovane. Adesso ha più esperienza e sa quanto può dare. Sia lui sia gli altri. L’anno scorso sono arrivate critiche nonostante i due trofei vinti, è un segnale del fatto che la Juventus vuole stare sempre in alto e sia Paulo che i suoi compagni dovranno dimostrare sul campo di essere competitivi e attaccati alla maglia. Il rinnovo? Speriamo che arrivi il prima possibile, anche se per come la vedo io i contratti dovrebbero essere chiusi prima dell’inizio della stagione”.

Su Locatelli: Lo sto seguendo con interesse. E’ un ragazzo giovane e italiano che va osservato ogni giorno, può diventare importante per la Juve; ma non dimentichiamoci di Chiellini e Bonucci. L’idea della Juve è quella di passare da un ciclo vincente a un altro”.

Su Allegri: “Nelle due stagioni precedenti al suo ritorno sono state fatte scelte diverse rispetto al suo profilo; Max ha trovato una squadra cambiata rispetto a quella che aveva lasciato. Per questo non è stato semplice ripartire e dico che serve tempo. Il fatto di conoscere l’ambiente e le pressioni che mette, per Allegri è un vantaggio”.

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