Juve, per il filone stipendi spunta il patteggiamento: così l’Uefa resta ferma

La questione Juve-plusvalenze apre un nuovo capitolo. Dalle motivazioni esce pienamente confermata la legittimità della linea della procura federale guidata da Giuseppe Chinè. Difficile che la nuova Corte d’Appello (la composizione sarà ovviamente diversa da quella che decise per il meno 15) possa discostarsi da questa ipotesi.

Perciò sull’altro binario, quello degli stipendi, si potrebbe spianare la strada del patteggiamento perché, rassicurato dalla molto probabile eventualità di una sentenza capace di accogliere la tesi della “mancata lealtà” che era la conclusione della sua istruttoria e della conseguente richiesta di sanzioni, Chinè potrebbe rispondere positivamente a una possibile richiesta della Juve in questa direzione.

Uno scenario possibile potrebbe prevedere una penalizzazione consistente per la Juve nel processo plusvalenze, il patteggiamento con una maxi multa nel quadro di questo ragionamento: i comportamenti di mancata lealtà attraversano i due filoni e una sanzione fortemente afflittiva da una parte dovrebbe in gran parte soddisfare una richiesta di giustizia da parte della procura federale. Questo scenario, però, metterebbe a rischio non solo la Champions, ma anche l’Europa League. Ma, al contempo, ridurrebbe le possibilità di un pericoloso intervento della Uefa, che al momento non si può escludere. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Collaborazioni: Juventus Planet.

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