Juve, Morata: “CR7 arriva su palloni che altri nemmeno vedono. Lukaku centravanti mondiale”

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Uno dei protagonisti di questo Inter-Juventus, sarà sicuramente Alvaro Morata che, smaltito l’infortunio muscolare, si candida per prendere il posto dell’acciaccato Dybala in coppia con Cristiano Ronaldo in attacco. 

L’ attaccante bianconero, ha parlato ai microfoni di Sky Sport in vista del big match di San Siro contro l’Inter in programma domenica sera.

Cristiano Ronaldo: “È facile giocare insieme a lui, lo conosco da tempo. In alcune occasioni in cui una persona normale non farebbe gol, lui segna. A Parma gli ho fatto un assist che solo lui poteva vedere e capire. Io comprendo i suoi movimenti e cosa gli piace fare. Spesso gli porto via gli uomini muovendomi, e credo che a lui sia utile per non avere sempre 2-3 uomini attaccati. È un piacere giocare con lui, è ancora uno dei migliori della storia del calcio. È fantastico, ha una qualità incredibile e può giocare dove vuole: da numero 9, 10 o 11. Posso solo godermelo ogni giorno, e spero di affiancarlo ancora per tanto tempo. È un orgoglio per me, sono cresciuto guardandolo e quando sono arrivato qua pensare di giocare con lui e Dybala mi ha emozionato. Sono giocatori di un livello superiore, abbiamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo. Ai miei figli racconterò di aver giocato con loro”.

Lukaku e Lautaro: “Sono due giocatori fantastici. Romelu è uno dei migliori centravanti al mondo, è completo. È anche una grande persona, mi piace vederlo giocare. A fine gara gli chiederò la maglia come ricordo. Proveremo a ostacolarlo, anche se sarà difficile. Lautaro è più versatile, ma Lukaku fa delle cose in cui non riesci a fermarlo”.

IL GOL A SAN SIRO: “Me lo ricordo, ero sorpreso perché non avevo visto che la palla fosse entrata. Qualcuno ci ha lanciato degli occhiali dagli spalti, Llorente me li ha dati e io li ho indossati. Stavolta non ci saranno i tifosi, ma speriamo cambi tutto al più presto. Sono loro la parte più importante del calcio, non vedo l’ora di rivederli”.

ANDREA PIRLO: “Abbiamo un legame buonissimo, diverso da quello che ho con i compagni. Lui è il mio boss e io devo seguire le sue istruzioni. È sempre diretto e ti dice ciò che vuole da te per la squadra. Quando ci giocavo insieme capiva il calcio in maniera diversa. È facile per lui fare l’allenatore, con la palla vedeva cinque passaggi dove noi ne vedevamo uno. La sua è stata una stagione di tanti cambiamenti, ma adesso non ci pensiamo. Stiamo andando meglio e dobbiamo continuare così”.

CRESCITA PERSONALE: “Sono cambiate tante cose nella mia carriera, ci sono stati molti episodi che mi hanno fatto maturare e crescere. Giocare lontano dalla squadra dove sono cresciuto mi ha reso più completo, dovendomi adattare alle difficoltà. In generale mi sento una persona più completa e matura, ora sono anche un padre di famiglia”.

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