Inter-Juventus: i precedenti in Coppa Italia

Da Leggere

Capitan Boniperti e Angelillo, ex compagno di Sivori in Argentina, si stringono la mano al centro del campo in un confronto tra Juventus e Inter. Tra i tanti Derby d’Italia giocati in Coppa Italia a San Siro, quello del 1959 con loro due protagonisti è il più importante perché è valso la conquista del trofeo. Il 4-1 a favore della Signora parla di una delle finali meno equilibrate giocate nella storia della competizione.

VINCERE PERDENDO

Non è un paradosso, ma è il preciso verdetto dell’ultimo Inter-Juventus di Coppa Italia. Anche in quel caso del 2016 – proprio come quello di martedì 2 febbraio 2021 – la sfida avviene in semifinale. La differenza rispetto all’oggi è che a Milano si disputa la gara di ritorno. I bianconeri ci arrivano forti del 3-0 guadagnato allo Stadium, ma i nerazzurri riescono a pareggiare la situazione con un risultato identico. L’accesso alla finale di Roma si decide ai rigori. Palacio colpisce la traversa, gli juventini non commettono neanche un errore. Il tiro decisivo è di Bonucci: palla da una parte, Handanovic dall’altra.

I RIGORI NON SONO UNA LOTTERIA

Risalendo indietro nel tempo c’è un’altra semifinale che si decide ai rigori, quella del 2004. Al Delle Alpi e al Mezza le due squadre combattono in match che finiscono 2-2. Anche stavolta, dal dischetto, la Juve è inappuntabileDel Piero ad aprire la serie), mentre l’Inter sbaglia con Vieri, ipnotizzato da Chimenti. Il responso non è un vaso, viene premiata la squadra che ha fatto meglio.

BAGGIO SPETTACOLO

1992, va in onda il Roberto Baggio show. Il 10 bianconero fa la differenza in un altro Inter-Juventus a eliminazione diretta, dove non bastano i tempi regolamentari per decidere chi passa il turno. La sua doppietta rovescia l’1-0 maturato al novantesimo. Il gol del pareggio è un tiro su punizione che va a baciare l’interno della traversa. La rete del successo, invece, è una veloce ripartenza che il Divin Codino finalizza a tu per tu con Zenga.

6 COME SCIREA

«Scirea è sempre in grado di distribuire con misura il pallone e di appoggiare direttamente l’attacco»: la frase è di Beppe Furino e oltre a illustrare una delle caratteristiche principali di Gaetano, può anche definire perfettamente il primo gol che il libero segna in maglia bianconera. Succede in un Inter-Juve di Coppa Italia del 1975 clamorosamente sbilanciato a favore della Signora, che supera i rivali con un tennistico 6-2 (le altre reti sono due doppiette di Anastasi e Viola e una realizzazione di Cuccureddu).

Fonte: juventus.com

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