Higuain: “Sarri? Non so perché sia durato un solo anno”

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L’ex attaccante di Juventus Gonzalo Higuain ha parlato a BoboTV del suo passato in bianconero. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

Cassano: “Gli voglio bene, mi ha fatto fare il primo gol in Europa. Da quando sono arrivato per me era uno dei più forti ma se avesse voluto, avrebbe potuto far molto di più. Una volta eravamo in allenamento con Capello e gli è caduto un orecchino a terra: ha fermato l’allenamento. Non si voleva allenare più, tutti a cercarlo. Una volta eravamo in albergo e guardavo quello che mangiavano gli altri. Dicevo: “Minchia, ma Anto mangia bene”. Poi andava in camera e mangiava di tutto”.

Inter Miami: “Non trovavo la grinta giusta e la serenità fuori dal calcio. Non avevo più niente da dare. Un mio grande amico come Buffon mi ha detto: “Se non senti più quel fuoco dentro in allenamento, se non senti più la grinta per essere ad alti livelli, devi andare”. Il calcio mi ha dato tanto ma era il momento di dire basta e trovare una gioia e un divertimento e un calcio nuovo in una città che mi ha sorpreso perché meravigliosa”.

MLS: “Pensavo di giocare con la sigaretta in bocca qua e invece niente. È un calcio duro. Ho imparato che è simile al calcio italiano. Quelli spagnolo e inglese sono più facili per adattarsi. In Italia se non lo conosci lo soffri e qui è uguale. È dura. Tutte le squadre che vincono qua hanno tanti americani che lo conosco. Ora sto imparando ma se non stai bene fisicamente si soffre”.

Beckham: “Adesso sta a Londra ma ogni tanto viene. È una persona fantastica. Ho giocato con lui sei mesi ed è fantastico”. 

Messi: “Ho avuto la fortuna di giocare 8-9 anni con lui e sono l’unico argentino ad aver giocato con lui e Ronaldo. Loro sono ad un livello talmente alto che ti devi adattare a loro per servirli. Con Messi e Ronaldo accanto hai almeno 3-4 situazioni di gol a partita se sei intelligente e li capisci. Sei tu a doverti adattare a loro. Per me è stato un privilegio”.

Messi o Ronaldo: “Cristiano ha fatto un grande lavoro per andare alla pari di Messi e nessuno nella storia lo ha fatto. Se non ci fosse stato lui, Leo avrebbe vinto 10 palloni d’oro. Sono due numeri uno. Ronaldo continua a fare 30-40 gol all’anno in un campionato molto difficile e l’altro è nato così”.

Ruolo: “Al Real ero punta centrale. Al Napoli ho aiutato di più la squadra. Alla Juve quasi finivo da centrocampista centrale… Con il passare degli anni mi sono completato: il centravanti che mi piace è quello che fa anche assist”.

36 GOL – «Solo con 3 rigori…».

Serie A: “Il primo anno ho sofferto. Al terzo anno è andata bene con Sarri avevamo un modo di giocare a memoria. Prima che arrivasse lui, ero così e così e non sapevo se continuare. Maurizio mi ha chiamato nel suo ufficio e con cinque minuti mi ha convinto. Mi ha parlato e ho chiamato mio fratello e gli ho detto: “Resto”. E mi ha fatto fare 36 gol. Lui è stato un grande maestro per me in un momento particolare. È uno dei migliori allenatori che ho avuto per come mi ha fatto giocare. In Italia c’è meno spazio ma se vuoi trovarlo lo trovi, devi avere qualità”.

Napoli: “Per poco non abbiamo vinto lo scudetto. La Juve era a due punti. Peccato. È stato uno degli anni migliori della mia carriera. È dura non vincere con tutti quei punti ma la Juve ha fatto 26 vittorie di fila. Sarri era molto preciso e la squadra lo ha capito. Alla fine quello che conta è divertirsi. Anche vincere, ma ci siamo divertiti. Annata fantastica”.

Rimpianti: “Sono arrivato al Real ed è andato via Zidane, sono andata alla Juventus ed è andato via Pirlo… Lui faceva fare gol a tutti. Dopo la Juve è andato a New York”.

Juve: “Torino è una città tranquilla, arrivavo da un altro mondo come Napoli. Mi facevano andare in palestra tutti i giorni. Cassano alla Juve sarebbe durato un’ora”.

Outfit: “Mourinho mi ha detto che mi andavo sempre in pigiama. Marchisio arrivava vestito sempre bene e mi diceva che alle 8 di sera chiamava lo stilista. Perdeva tre ore al giorno!”.

Sarri alla Juve: “Non so perché sia durato un solo anno. I giocatori devono capire la sua idea di gioco totale, non vuole più di due tocchi e non vuole che si vada avanti e indietro. Lui diceva sempre che facendo il gioco orizzontale devi far 15 passaggi, orizzontale, 2. Penso che la Juve non abbia recepito questo e poi ovviamente sono state decisioni della società. Non è facile giocare a due tocchi”.

Rimpianti: “Nessuno. Quando ero bambino sognavo di far carriera e giocare in Nazionale. Ho giocato la finale più importante della storia del calcio, quella di Champions, Mondiale, Copa America… Ho vinto in ogni campionato, ho fatto sempre gol. Ho raggiunto ogni obiettivo. Io non penso solo al risultato. Ho preso la decisione di dire basta perché non potevo dare di più”.

Baggio: “Il migliore d’Italia. Ho visto la serie e mi sono rivisto in lui, dall’infortunio al rigore sbagliato in finale al Mondiale”.

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