Dinamo Kiev-Juventus: analisi tecnica della partita

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Esordio da lode per Andrea Pirlo, che alla prima da allenatore in Champions League, regala 3 punti importantissimi alla formazione bianconera.

La Juve approccia la gara nel modo giusto: manovra fluida, pressing alto e personalità nel cercare il dribbling. Arrivano così, nel primo quarto d’ora, due conclusioni di Chiesa e un colpo di testa di Chiellini che, poco dopo l’occasione, deve però lasciare il campo a causa di un fastidio muscolare. Al suo posto entra Demiral. La Dinamo bada soprattutto a difendersi e lo fa in modo ordinato, rendendo complicata la finalizzazione, ma quando i bianconeri danno sfogo alla tecnica, ecco la fuga di Ramsey sulla sinistra e il colpo di tacco di Kulusevski, che Bushchan riesce a mettere in angolo.

Il primo tempo non offre di più, se non una punizione di Shaparenko bloccata da Szczesny, ma l’avvio di ripresa è tutt’altra storia, perché dopo appena un minuto la Juve costruisce un’altra azione da applausi, questa volta decisiva: Bentancur apre per Chiesa, che finta il cross, salta l’uomo e vede Ramsey in area. Il gallese è chiuso e saggiamente, invece di provare il tiro, con il tacco serve Kulusevski, che spara una sassata rasoterra. Bushchan respinge, ma Morata è in agguato e da due passi piazza in rete il gol del meritatissimo vantaggio.

Il secondo gol della Juventus è sempre Morata a firmarlo, che si fionda sul cross dalla destra di Cuadrado e infila di testa un gol da puro e meraviglioso centravanti. Un gol che sigilla la partita regala ai bianconeri i primi tre punti nel girone.

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