Di Livio analizza Juve-Fiorentina ai microfoni di BN

Angelo Di Livio, ex bianconero e viola, che ha militato nella Juventus dal 1993 al 1999, ha analizzato la partita tra Juventus e Fiorentina ai microfoni di ilbianconero.com.

Dopo il brutto ko ricevuto ad Andrea Pirlo dalla Fiorentina allenata da Cesare Prandelli, molti sono i rumors che attaccano la formazione bianconera, comparandola con le precedenti stagioni.

L’INTERVISTA DI ANGELO DI LIVIO

Cos’è successo secondo lei contro la Fiorentina?
“Il gol di Vlahovic e l’espulsione di Cuadrado hanno condizionato la partita della Juve e hanno dato una carica enorme alla squadra viola. I bianconeri non hanno mai saputo gestire questa gara, anche per merito di una grande Fiorentina”.

Ci sono state molte polemiche per l’arbitraggio di La Penna.
“E’ inutile parlarne, a volte si sbaglia e altre no. A me sembra che ci siano più polemiche oggi che c’è il Var di quando non c’era. Non si capisce cosa deve e non deve fare l’arbitro. Comunque io penso che gli errori ci siano in ogni partita, la Juve non può attaccarsi a queste cose: veniva da un buon momento e ha sbagliato la partita”.

La Juve sta vivendo alti e bassi da inizio stagione, cosa manca per trovare continuità?
“Le prestazioni stavano migliorando di partita in partita, questa sconfitta non ci voleva. Ora deve ripartire col piede giusto, il campionato è ancora lungo e serve l’umiltà giusta per rimettersi in moto senza commettere errori. Da inizio stagione sono arrivati tanti pareggi, ma cambiando allenatore è una cosa che ci si poteva aspettare”.

Puntare su Pirlo è stata la scelta giusta?
“Se decidi di prendere un debuttante devi permettergli di sbagliare qualcosa com’è giusto che sia. Io a Firenze ho avuto Mancini all’esordio da allenatore, si era presentato come un amico già al primo impatto ma mai nessuno si era approfittato della sua bontà. Eravamo una squadra con molti giovani, come questa Juve”.

Quanto sono importanti in questi momenti delicati leader come Bonucci, Chiellini, Ronaldo e Buffon?
“Chi ha questi simboli nello spogliatoio è molto fortunato, perché loro sanno gestire i momenti d’euforia, di rammarico, di tristezza o di rabbia. Sono giocatori fondamentali per l’esperienza che hanno, anche per fare una mano a un allenatore nuovo come Pirlo”.

Secondo lei di chi è la responsabilità di questi flop?
“Non so, è difficile da dire. La squadra è forte, anche se è vero che ha recuperato De Ligt da poco e non ha mai avuto Chiellini. Si fa fatica a capire perché Dybala gioca così poco, secondo me è un giocatore che può fare la differenza. Ma dopo nove scudetti e un mercato nel quale si è investito molto sui giovani ci può stare una partenza soft”.

Tacconi dice che la Juve è costruita per vincere la Champions.
“Può darsi, oggi la Champions si è un po’ livellata verso il basso. Real Madrid e Barcellona non sono più quelle superpotenze di prima, ci sono Bayern Monaco, Psg e Manchester City, è vero, ma sono tutte squadre che la Juve è in grado di battere”.

Lei ha fatto parte dell’ultima Juve che l’ha conquistata nel 1996. Ci sono punti in comune tra la sua squadra e questa?
“Noi eravamo una squadra forte e tosta, ma in quella stagione non abbiamo vinto lo scudetto. Vediamo che succede, la stagione è ancora lunga e molto dipenderà da come starà la Juve a febbraio quando ricomincerà la Champions”.

Chi è il Di Livio di Pirlo?
“Mi rivedo in Cuadrado. E’ un giocatore che mi piace molto, attacca e difende; sa crossare molto bene e al di là dell’ingenuità contro la Fiorentina è cresciuto molto in questi ultimi anni”.

Fonte: ilbianconero.com

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