Al Gewiss Stadium si va a mille, ma alla fine è pareggio

Gara intensa e giocata con tanta qualità da parte di entrambe le squadre, forse la migliore di questo campionato per qualità e ritmi espressi nell’arco di tutti i 90′ minuti. La Juve finalmente crea tanto e dispensa buone trame di gioco con i “tre” davanti che fanno il buono e il cattivo tempo. Aprono gli spazi per gli inserimenti delle mezze ali, vanno in profondità e vengono a giocar tra le linee dialogando tra loro con una buona sintonia, trovandosi e cercandosi. Sprecano anche tanto tuttavia, non finalizzando ottime ripartenze o sbagliando l’ultima giocata decisiva.

La Gara di ieri sera ha dimostrato ancor una volta che i calciatori rendono al meglio se non vengono snaturati in ruoli a loro non consoni. Mckennie ben altra prova ad esempio rispetto a quella di coppa contro il Sassuolo; l’Americano potendo partire da dietro ha più campo per andare e buttarsi nello spazio senza palla, discorso diverso se parte con i piedi sulla linea laterale, non avendo nelle proprie corde l’uno contro uno, o se si trova spalle alla porta nella posizione di trequarti: la Juve, ad oggi, non può non prescindere da questa disposizione tattica, quella vista ieri sera con i tre centrocampisti che danno i giusti equilibri e con i tre davanti liberi di inventare è la via giusta da seguire; Morata e Dybala abili anche in copertura, sacrificandosi sulle proprie catene di gioco che sia quella di sinistra o quella di destra.

La Juve ha imboccato la strada giusta e con una solidità riacquistata da tempo ormai, il problema rimaneva fino a poche settimane fa l’esser propositivi e pericolosi con una certa continuità, affidandosi soprattutto alle giocate dei singoli. La partita contro l’Atalanta ha confermato i progressi e la ventata di entusiasmo arrivata con l’acquisto di Vlahovic.

“Serbo” anche ieri vicino al gol e generoso nei duelli contro i difensori Bergamaschi; unico neo della sua partita è che si era riscontrato anche nelle prime due uscite è la gestione della palla: in alcuni momenti la squadra ha bisogno di “rifiatare” e non sempre si può affrettare o anticipare la giocata. In quei frangenti può e deve tenere su la palla, non cercando subito la giocata di prima ma giocando a piu tocchi aspettando l ‘attimo giusto.

Adesso archiviata la gara di Bergamo testa al derby ed è giusto perseverare perché i presupposti per far bene da qui alla fine ci sono. La Juventus secondo voi può rientrare in gioco per lo scudetto o deve esclusivamente pensare al quarto posto?

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