𝘕𝘦𝘳𝘰 𝘴𝘶 𝘉𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰 | Udinese-Juventus 2-2

Da Leggere

Comincia la nuova stagione e di conseguenza riparte anche Nero su Bianco, la rubrica che analizza punto per punto gli aspetti negativi e positivi delle partite.

La Juventus 2.0 di Massimiliano Allegri si presenta a Udine in formato “double face“. Ad un primo tempo di assoluto predominio tecnico, tattico, fisico e atletico, segue una ripresa macchiata da cali di concentrazione e di precisione, dovuti alla stanchezza. Dybala ispira, Szczesny distrugge, il Var colpisce ancora. L’esordio dei bianconeri termina con un amaro 2-2.

NERO

DISASTRO SZCZESNY Il protagonista in negativo di Udinese-Juventus. Non riesce a garantire sicurezza alla porta bianconera, complice soprattutto la mancanza di lucidità. Le poche volte che è chiamato in causa, sbaglia la presa e la palla rischia di carambolare a favore degli avversari, come in occasione del fallo da rigore. Al minuto 83, il polacco fa l’en plein: pressato da due avversari, sbaglia il controllo e tenta così un dribbling velleitario, finendo per regalare il pallone a Deulofeu. Come mostra l’immagine, le possibilità erano servire De Ligt o, metodo “allegriano”, spazzarla in tribuna.

Errore di Szczesny in occasione del gol di Deulofeu (DAZN)

SOFFERENZA SCAMBI RAPIDI Max Allegri aveva etichettato l’Udinese come una squadra “fisica” e su questo aspetto la Juventus è stata all’altezza (palle contese 50-50%, duelli aerei 50-50%, contrasti vinti 11-12). Tappata questa falla, i friulani hanno dovuto trovare vie alternative, tramite la qualità negli scambi rapidi e stretti. Ne è un esempio la prima occasione di Pussetto, come anche l’azione da cui scaturisce il rigore. La difesa della Vecchia Signora si è fatta trovare impreparata, lenta e confusa nelle uscite sul portatore di palla.

STANCHEZZA 2° TEMPO – Come anticipato, si sono viste due Juventus. Sicuramente nella ripresa è subentrata una comprensibile stanchezza, anche per la differenza di condizione psico-fisica delle due squadre. Ma non tutto era inevitabile: l’ingresso di Chiellini ha abbassato il baricentro, rendendo difficoltose la sofferenza del possesso avversario e le ripartenze. Inoltre, gli altri cambi non hanno regalato strappi per far rifiatare la squadra. Gli uomini di Allegri hanno dunque iniziato a giocare palloni sporchi e spesso gettati al vento.

BIANCO

DYBALA LEADER TECNICO La Joya del ritorno. Questo il titolo per definire la prestazione di Paulo Dybala. L’argentino svaria, mettendo in soggezione la retroguardia di Gotti. Si allarga, converge, viene in contro, smista e inventa. Segna un gol da attaccante puro e fornisce un assist da regista. Nel secondo tempo, Silvestri gli nega la doppietta, i segnali sono incoraggianti. Quando vede Udinese, si accende.

INSERIMENTI MEZZALI Forse la caratteristica fondamentale di Allegri, l’attacco alla profondità delle mezzali, servite la maggior parte delle volte dai terzini. Proprio in questa maniera nasce la rete dell’1-0, grazie al movimento di Bentancur. Dall’altra parte del campo, Bernardeschi compie il movimento due sole volte (una termina sul fondo, la seconda è annullata per off-side).

ESORDIO LOCATELLI – In una giornata amara, arriva però uno dei momenti più belli per Manuel Locatelli, ossia l’esordio in bianconero. L’ex Sassuolo ha a disposizione 7 minuti, durante i quali esulta per il vantaggio di Ronaldo, ma la gioia è stroncata dal Var.

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