𝘕𝘦𝘳𝘰 𝘴𝘶 𝘉𝘪𝘢𝘯𝘤𝘰 | Juventus-Milan 1-1

Da Leggere

Alla quarta giornata di Serie A va in scena Juventus-Milan, una delle sfide Scudetto di questo campionato. Dopo un primo tempo impeccabile, gli uomini di Allegri calano di ritmo e concentrazione, permettendo ai rossoneri non solo di agguantare il pareggio, ma anche quasi di trovare il gol vittoria. I bianconeri rimangono ancora in fondo alla classifica, a secco di vittorie. Analizziamo quindi gli aspetti negativi e positivi del match.

NERO

MARCATURA PASSIVA – Partiamo dall’episodio determinante, nonché il pareggio milanista firmato Rebic. Sul corner battuto da Tonali, il croato salta indisturbato in mezzo a 3, e batte Szczesny sul palo più lontano. Le colpe della marcatura sono plurime: in primo luogo Rabiot, posizionato all’altezza dell’area piccola per intercettare ogni pallone sul primo palo osserva impietrito; Locatelli, incaricato di curare l’ex Francoforte, se lo lascia sfuggire e il tentativo di recuperare in extremis è vano; ultimo uomo chiamato in causa è Giorgio Chiellini, anche se quasi del tutto esente dalle colpe, in quanto marcava Tomori.

CAMBI SBAGLIATI – Come ammesso anche da Allegri nel post partita, uno degli errori di gestione della partita è stato commesso con le sostituzioni. In un momento di evidente difficoltà, il tecnico bianconero ha inserito innesti ancor più offensivi rispetto ai titolari. Ne è l’esempio l’ingresso di Chiesa per Cuadrado, il quale nasce terzino ed è quindi più propenso a contenere le progressioni avversarie.

GESTIONE DEL VANTAGGIO – Il punto dolente della stagione bianconera è la gestione del risultato. Infatti, in sole 4 giornate, sono ben 7 i punti persi da situazioni di vantaggio. Un problema, questo, da risolvere più celermente possibile, per evitare di lasciare indietro altri punti in ottica Scudetto. Calo di concentrazione, fisico, mentale, superficialità sono solo alcune delle possibili cause.

BIANCO

PASSAGGIO 4-4-2 a 3-5-2La chiave tattica del primo tempo e dei primi 10′ del secondo è la variazione di modulo dal 4-4-2 in fase difensiva, al 3-5-2 in quella offensiva, dettata dalla salita di Alex Sandro sulla corsia mancina. Oltre a questo, un altro fattore determinante è stato il conseguente cambio di posizione da parte di Juan Cuadrado, capace di smarcarsi sia largo a destra, creando così ampiezza in mezzo al campo, sia per vie centrali, concedendo lo spazio esterno a Dybala o a Danilo.

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