CHAMPIONS LEAGUE
Monaco– Juventus: confronto tattico e scenari di gara in Champions League | Antonio Marino Match Analysis
Scenario europeo e peso strategico della gara
Nell’ultima gara della fase campionato di Champions League, in una cornice principesca, affronteremo un Monaco ancora pienamente in corsa per un posto ai playoff, attualmente fermo a quota 9 punti in classifica.
Stato di forma e andamento stagionale
Parallelamente, la squadra guidata da Pocognoli sta attraversando un momento complesso anche in Ligue 1. I monegaschi hanno raccolto 24 punti in 19 gare e arrivano dal pareggio esterno per 0-0 sul campo del Le Havre. Inoltre, la vittoria in campionato manca dall’impresa di fine novembre, l’1-0 contro i campioni d’Europa del PSG, dato che evidenzia una fase di rendimento altalenante.
Talento offensivo e riferimenti da neutralizzare
Il Monaco dispone di diversi elementi dotati di grande potenziale individuale. In primo piano c’è Ansu Fati, principale riferimento offensivo da neutralizzare. L’ex promessa del calcio mondiale, nonostante solo quattro presenze da titolare in campionato, è il giocatore che incide maggiormente nella creazione di superiorità numerica: il 33% delle potenziali occasioni della squadra nasce da sue giocate in conduzione e dribbling, partendo prevalentemente da sinistra. A questo contributo qualitativo si aggiungono 6 gol realizzati, che ne certificano l’impatto offensivo.
Golovin e Balogun: rendimento sotto le attese
In fase offensiva, Golovin e Balogun completano un reparto che, complessivamente, sta performando al di sotto delle aspettative. Balogun, pur producendo 2,3 tiri a gara, presenta una frequenza realizzativa di un gol ogni 257 minuti, con 3 reti messe a segno in Champions League. Golovin, invece, è un profilo dotato di un destro naturale di grande qualità: contribuisce in media alla creazione di una potenziale occasione pericolosa a partita, con un 58% di dribbling riusciti, risultando spesso determinante tra le linee.
Akliouche: leadership tecnica e continuità prestativa
Akliouche rappresenta il vero leader tecnico della squadra. Presenza costante sulla corsia di destra, gestisce positivamente l’82% dei possessi nella metà campo avversaria, con una media di accuratezza dell’85%. Il suo contributo si estende anche alla fase realizzativa, con 5 partecipazioni dirette a gol tra reti e assist, oltre a una solida incidenza difensiva testimoniata da 5 possessi in media recuperati a partita.
Dati difensivi e criticità strutturali
Le 33 reti subite in campionato in 19 gare e le 14 incassate in 7 partite di Champions League fotografano un reparto difensivo in chiara difficoltà. In particolare, il Monaco fatica nella gestione del non possesso quando viene attaccato con ritmo elevato e continuità, mostrando fragilità sia nella difesa posizionale sia nelle transizioni negative.
Aggressività e gestione della pressione alta
All’interno di questo contesto, Teze emerge come il principale riferimento nella fase di non possesso. È il giocatore con il più alto indice di aggressività sulla gestione alta avversaria e risolve in media 3,8 situazioni di rischio difensivo a partita, risultando fondamentale nelle uscite in pressione e nel tentativo di spezzare la costruzione avversaria.
Zakaria: interdizione e transizione positiva
Parallelamente, l’ex della partita Zakaria – sei mesi e 15 presenze con noi a partire da gennaio 2022 – rappresenta l’elemento chiave dell’interdizione. È il principale interprete nella riconquista del possesso e il miglior giocatore del Monaco nel trasformare il recupero palla in transizioni positive, garantendo verticalità immediata e supporto alla fase offensiva.
Chiavi per indirizzare la gara
Per dominare la partita, ottenere la vittoria e posizionarci nel punto più alto possibile al termine di questa fase campionato, sarà fondamentale garantire equilibrio costante tra le due fasi di gioco. In particolare, dovremo sfruttare con continuità gli ampi spazi disponibili tra le linee negli ultimi 30 metri, aumentando qualità e velocità nella rifinitura.
Duelli centrali e seconde palle
In mezzo al campo, Thuram e Koopmeiners avranno un ruolo chiave nel garantirci quantità, intensità e aggressione immediata sulle seconde palle. La loro capacità di vincere duelli e mantenere alto il ritmo sarà determinante per consolidare il controllo territoriale e spezzare le prime transizioni del Monaco.
Openda e l’impatto delle rotazioni
Openda avrà un’occasione importante per disputare una prova di spessore, offrendo finalmente il contributo tecnico e di movimento che ci si attende da un profilo con le sue caratteristiche. Inoltre, l’impatto dei cambi potrà risultare decisivo: dalla panchina abbiamo diverse soluzioni per alzare il ritmo offensivo, con elementi rapidi e tecnici come Conceiçao e Zhegrova. Al contrario, il Monaco presenta poche alternative, anche a causa delle numerose assenze di peso, tra cui Dier, Salisu, Minamino e il lungodegente Pogba, fattore che potrebbe incidere nella gestione dei momenti finali della gara.
Chiave tattica della sfida
Per avere la meglio sul Monaco servirà equilibrio tra possesso e pressione. Thuram e Koopmeiners dovranno guidarci a centrocampo, Openda dovrà sfruttare gli spazi tra le linee, mentre Conceiçao e Zhegrova potranno accelerare la manovra offensiva nell’ultimo terzo di gara. La capacità di leggere i momenti chiave e l’intelligenza tattica di Mr. Spalletti saranno decisive per controllare la partita e sfruttare le assenze avversarie.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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