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Juventus, Castellaneta: “I nostri competitor sono Netflix, Amazon, Disney, TikTok”. La strategia dietro i 200 milioni di follower

La Juventus ripensa il proprio modello di business: fanbase globale, contenuti e nuove entrate digitali

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Il calcio globale cresce, ma il business deve evolvere

Negli ultimi anni il calcio ha raggiunto una visibilità internazionale senza precedenti, spinto dall’esplosione delle piattaforme digitali e dei social media. Tuttavia, come emerso alla SPOBIS Conference di Amburgo, uno dei principali eventi europei dedicati al business sportivo, il settore non ha ancora trovato una soluzione strutturale per trasformare l’enorme attenzione online in ricavi stabili e duraturi.

Un tema che riguarda tutto il sistema, ma che la Juventus ha deciso di affrontare in modo diretto.


Castellaneta: “La nostra fanbase è globale e giovanissima”

Nel suo intervento, il Marketing Director della Juventus Marco Castellaneta, citato da Calcio e Finanza, ha fotografato con chiarezza il punto di partenza del club bianconero:

“Abbiamo quasi 200 milioni di follower sui social media. Più del 90% è fuori dall’Italia. Il nostro pubblico è internazionale, giovane: il 40% ha meno di 24 anni”.

Un dato che cresce ulteriormente su piattaforme come TikTok, Instagram e Snapchat, oggi centrali nella strategia di distribuzione dei contenuti del club.


Il mercato domestico è saturo, il futuro è internazionale

Secondo Castellaneta, la crescita della Juventus nei prossimi anni non passerà dall’Italia, ma dai mercati esteri:

“Siamo già il club più supportato e il primo brand italiano sui social. Lo spazio di crescita per i top club è decisamente nei mercati internazionali”.

Un concetto chiave per comprendere le scelte strategiche della società, sempre più orientate a parlare a tifosi che non vivono lo stadio, ma il club attraverso lo schermo di uno smartphone.


Non solo tifosi “hardcore”: vince il contenuto

Uno dei passaggi più significativi riguarda il cambiamento del concetto stesso di tifoso:

“Accanto ai tifosi hardcore esiste una enorme base di tifosi casual che probabilmente non segue nemmeno i risultati”.

Per questo, spiega Castellaneta, il contenuto è diventato il vero driver di acquisizione:

“Prima eri tifoso perché lo era la tua famiglia. Oggi per le nuove generazioni è il contenuto”.


La Juventus come “content machine”

Il calcio moderno impone ai club di trasformarsi in vere e proprie macchine di produzione di contenuti, capaci di competere non solo con altri club, ma con l’intero mondo dell’intrattenimento:

“Oggi i nostri competitor sono Netflix, Amazon, Disney, TikTok. Tutti combattono per lo stesso obiettivo: il tempo delle persone”.

Un cambio di paradigma che obbliga i club a ripensare linguaggi, formati e identità.


Monetizzazione: la sfida più complessa

Il punto critico resta la monetizzazione:

“Abbiamo 200 milioni di follower. Se riuscissi a ottenere un euro da ciascuno sarei la persona più felice del mondo. Ma come lo fai?”.

La risposta passa dall’integrazione dei brand nello storytelling, attraverso branded content credibili e coerenti, evitando una comunicazione standardizzata che rende i club “tutti uguali” agli occhi dei tifosi più giovani.


Juventus Creator Lab: identità e valore

Da qui nasce il Juventus Creator Lab, una proposta commerciale distintiva che ha già prodotto risultati concreti:

  • +44% di pubblico digitale negli ultimi anni

  • +40% di valore restituito ai partner in termini di visibilità

Ogni progetto diventa una IP nativa, pensata fin dall’inizio per essere associabile a un brand, rafforzando identità e riconoscibilità.

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