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Juve Next Gen, rimonta amara in Molise: l’espulsione cambia la partita

La Juventus Next Gen perde 2-1 a Campobasso: decisiva l’espulsione di Gunduz nel primo tempo.

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Avvio aggressivo e lampo di Deme

Trasferta amara per la Juventus Next Gen, che esce senza punti dal campo del Campobasso FC.

L’approccio dei bianconeri è convincente: pressing alto, ritmo sostenuto e controllo territoriale nei primi minuti. Manca però precisione negli ultimi sedici metri. Dopo la sfuriata iniziale, il Campobasso cresce e sfiora il vantaggio con Padula e Pierno, mentre un destro da fuori area si stampa sul palo alla destra di Mangiapoco.

La squadra di Massimo Brambilla resta ordinata e colpisce al 27’. Sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, Savio rimette al centro un pallone sporco: Deme anticipa tutti con un colpo di tacco sottomisura e batte Tantalocchi per lo 0-1. Un gesto tecnico di grande qualità che premia la miglior partenza juventina.


L’episodio che cambia il match

Il finale di primo tempo è il vero spartiacque.

Gunduz, già ammonito, interviene in scivolata a pochi minuti dall’intervallo: secondo giallo e cartellino rosso. La Next Gen resta in dieci e deve prepararsi a una ripresa di sofferenza, con il Campobasso pronto ad approfittare dell’uomo in più.

Fino all’ora di gioco la resistenza regge. I bianconeri provano anche a pungere in ripartenza, ma l’inerzia lentamente si sposta.


La rimonta molisana

Al 66’ arriva il pari. Agazzi, entrato a inizio ripresa, conclude dal limite: il pallone bacia la traversa e si insacca alle spalle di Mangiapoco. È l’1-1 che accende lo stadio e cambia definitivamente il clima della partita.

Passano quattro minuti e il Campobasso completa la rimonta. Cristallo, anche lui subentrato, disegna un destro a giro sul secondo palo che vale il 2-1. Una rete di qualità che sfrutta l’inferiorità numerica e la stanchezza accumulata dalla Next Gen.

Nel finale Brambilla prova a ridisegnare la squadra inserendo energie fresche, ma le occasioni nitide non arrivano. Nel recupero, la situazione si complica ulteriormente con l’espulsione diretta di Cerri: la Juventus chiude addirittura in nove uomini.


Analisi tecnica: cosa ha deciso la gara

La partita è stata segnata dall’episodio disciplinare. Fino al rosso, la Next Gen aveva gestito ritmo e spazi con personalità. Dopo l’espulsione, il baricentro si è abbassato e il Campobasso ha potuto attaccare con maggiore continuità, sfruttando ampiezza e inserimenti dalla panchina.

La rimonta nasce dalla pressione costante e dalla capacità dei subentrati di incidere immediatamente. Un dettaglio che in Serie C fa spesso la differenza.


Uno stop che pesa

Per la Juventus Next Gen è una sconfitta che brucia per modalità e gestione. L’atteggiamento iniziale aveva lasciato intravedere segnali incoraggianti, ma gli episodi hanno indirizzato il risultato.

In un campionato equilibrato, perdere punti dopo essere passati in vantaggio rappresenta un’occasione mancata. Ora servirà ripartire dall’intensità vista nei primi trenta minuti, lavorando sulla gestione emotiva nei momenti chiave.

 

Foto: juventus.com

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