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SERIE A

Bernardeschi è tornato: Bologna lo rilancia, l’Italia ci spera

Bernardeschi incanta Bologna, mentre la Juventus vede rinascere quel talento che non riuscì mai a valorizzare appieno.

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Quando quest’estate Bernardeschi è sbarcato a Bologna, in pochi credevano in lui. Dopo l’esperienza a Toronto, il ricordo più vivo era quello degli ultimi anni alla Juventus: stagioni di alti e bassi, di prestazioni intermittenti, di “giocate rischiate” da un talento che ormai sembrava essere solo più un lontano ricordo del “Federico di Firenze”.

Da promessa italiana a talento dimenticato

Arrivato nel 2017 alla Juventus per ben 40 milioni di euro, Bernardeschi si presentava come uno dei migliori prospetti italiani al mondo. Si immaginava un esterno devastante, con un tiro chirurgico e con una personalità da vendere. Purtroppo però non tutto andò come previsto. 

Così, nel giro di pochi anni, passò da essere un talento promettente ad un jolly impolverato in fondo al mazzo. La concorrenza, i cambi di ruolo, i vari allenatori: tutto contribuì a spegnere la sua luce. Nel mentre Bernardeschi vinse l’Europeo da protagonista ma nemmeno questo successo segnò un cambiamento in quel percorso che sembrava già tracciato, lontano da Torino.

La scintilla a Bologna

Poi, con l’esperienza a Toronto in MLS, Bernardeschi sembrava destinato a scivolare nell’anonimato, lontano dal calcio europeo. E invece no. Perché il calcio, quando vuole, sa ribaltare il destino in una sola scintilla. E quella scintilla è esplosa a Bologna.

Lì dove ormai non ha più niente da perdere, ha ritrovato tutto: coraggio, identità ma soprattutto fiducia. Si, perchè Italiano ha creduto fin da subito in lui, nella sua esperienza e nelle sue qualità e Bernardeschi ha risposto presente. Sotto le due torri ha ritrovato finalmente un allenatore che lo stima, una tifoseria che lo ama, tutto ciò che gli era mancato prima. 

Dall’Udinese al Salisburgo: il ritorno di Fede

Inizialmente il suo impatto è stato contenuto: qualche spunto interessante, ma ancora poca continuità e incisività. Serviva ritrovare nuovamente il ritmo del calcio italiano, e quel numero 10 ereditato da Baggio sembrava pesare sulle spalle.

Ma nelle ultime settimane il duro lavoro finalmente si è visto ed è arrivata “l’ora Bernardeschi”. Lo scorso weekend l’esterno carrarese è tornato al gol in Serie A nello 0-3 ai danni dell’Udinese, interrompendo un digiuno che durava dalla stagione 2021/2022

L’exploit alla Dacia Arena non è stato solo un lampo isolato: nel match di Europa League contro il Salisburgo, Bernardeschi ha nuovamente inciso con un colpo di testa da vero bomber.

L’Italia osserva da lontano

Alla fine il calcio ti permette sempre di rialzarti: puoi cadere, puoi essere etichettato, messo in un angolo, ma se hai la forza per sollevarti allora puoi arrivare ovunque. Bernardeschi non ha mai mollato e, con umiltà e sacrificio, sta tornando più maturo, più uomo. Quel giocatore che aveva fatto innamorare Firenze, quel numero 33 capace di incantare Torino in quella magica notte di Champions del 2019, non è mai scomparso. Ora sta tornando e lo sta facendo sotto una luce nuova, più consapevole. La Juventus intanto osserva da lontano: lo “scarto” di ieri oggi è diventato una risorsa preziosa per il Bologna e chissà non possa diventarlo anche per la Nazionale Italiana per i play-off di Marzo. Gattuso, non perderlo d’occhio

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