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Bastoni e l’elogio a Chiellini: l’arte della difesa dell’ex Juventus

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Chiellini Juve

In un’intervista informale ma ricca di spunti tecnici, Alessandro Bastoni ha delineato il proprio personale pantheon difensivo, mescolando stima per i grandi del passato con un pizzico di ironica autocelebrazione.

Il pensiero di un difensore moderno sul ruolo e i suoi maestri

Nel corso del podcast condotto da Alessandro Cattelan, il difensore dell’Inter Alessandro Bastoni ha offerto un’interessante riflessione sul mestiere del difensore centrale, tracciando una mappa ideale delle qualità che compongono il prototipo perfetto del difensore moderno. Con sorprendente lucidità, il centrale nerazzurro ha individuato in Giorgio Chiellini l’esempio massimo di senso della posizione, riconoscendone l’intelligenza tattica e la straordinaria capacità di lettura preventiva delle situazioni di gioco. Un omaggio che, pur arrivando da un avversario storico per militanza di maglia, è intriso di rispetto calcistico.

Il riconoscimento per il tempismo nell’anticipo è andato invece a Fabio Cannavaro, campione del mondo e Pallone d’Oro nel 2006, noto per la sua reattività e lettura esplosiva nelle uscite difensive. Quanto alla dominanza nel gioco aereo, Bastoni ha citato Virgil van Dijk, simbolo della potenza fisica abbinata alla precisione nei contrasti aerei, qualità ormai imprescindibile nella costruzione difensiva delle squadre d’élite.

L’elogio all’assist e l’ironia sul proprio ruolo

Tra le risposte più emblematiche dell’intervista, spicca quella riguardante la qualità nel lancio lungo, fondamentale cruciale nel calcio contemporaneo. Alla domanda, Bastoni risponde scherzosamente: «Stavo per dire io…», un commento che trasmette autoironia, ma anche una consapevolezza non banale delle proprie doti tecniche. In effetti, il centrale interista è da tempo apprezzato per la sua capacità di innescare l’azione offensiva con precisione, spesso contribuendo allo sviluppo della manovra con verticalizzazioni millimetriche.

L’ultimo tributo è stato per Sergio Ramos, riconosciuto per il suo spiccato senso del gol, spesso decisivo nelle situazioni da palla inattiva. Bastoni, però, ammette con umiltà che le reti non rappresentano il suo punto di forza, affermando che preferisce di gran lunga l’assist come forma di contributo al risultato. Questo passaggio rivela una filosofia calcistica incline alla costruzione e al supporto più che all’esaltazione individuale.

Una visione evolutiva del difensore

Le parole di Bastoni vanno oltre il semplice gioco di associazioni: costruiscono, frase dopo frase, un modello ideale di difensore moderno, capace di fondere virtù classiche — come l’anticipo o la marcatura — con competenze tecnico-tattiche più avanzate, come la visione di gioco e la partecipazione alla fase offensiva. L’intervista si trasforma così in una dichiarazione d’intenti: quella di un calciatore consapevole della propria identità e al tempo stesso desideroso di evolvere, ispirandosi a chi ha scritto la storia recente della difesa europea.

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