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Atalanta– Juventus: analisi tattica pre partita dei quarti di Coppa Italia | Antonio Marino Match Analysis
Importanza della sfida
Nei quarti di finale di Coppa Italia ci attende un confronto ad alta complessità contro un avversario ostico, in un contesto ambientale storicamente impegnativo. Nell’arco dei 90 minuti sarà determinante saper leggere i momenti della gara, capitalizzare le situazioni favorevoli e garantire equilibrio e incisività in entrambe le fasi di gioco, con l’obiettivo di centrare la qualificazione alle semifinali e mantenere aperta la possibilità di conquistare la 16ª Coppa Italia.
Rendimento interno in campionato
In Serie A l’Atalanta ha costruito gran parte del proprio percorso tra le mura amiche, raccogliendo 22 punti in 12 partite, con 18 gol segnati e 9 subiti. Numeri che certificano solidità e capacità di gestione dei momenti, soprattutto davanti al proprio pubblico.
Percorso europeo e ultimo impegno stagionale
In Champions League la squadra di Palladino ha centrato la qualificazione ai playoff chiudendo 15ª nella fase campionato. In campionato arriva invece dal pareggio per 0-0 sul campo del Como, risultato reso ancora più significativo dall’inferiorità numerica maturata già all’8’ del primo tempo.
Sistema di gioco e riferimenti strutturali
L’Atalanta si presenterà con il collaudato 3-4-2-1, schierando gli uomini migliori a disposizione. Fin dalle prime fasi di gara sarà quindi fondamentale leggere correttamente le uscite basse e l’organizzazione posizionale avversaria, soprattutto in relazione alla prima costruzione.
Pressione iniziale e recupero alto
In particolare, in fase di non possesso sarà decisivo limitare gli scarichi su De Roon ed Ederson, veri regolatori della prima circolazione. Di conseguenza, l’obiettivo sarà quello di aggredire immediatamente il portatore, cercando il recupero palla in zona offensiva per attaccare in transizione rapida negli ultimi 30 metri, sfruttando situazioni di 3 contro 3 contro i centrali atalantini.
Gestione dell’ampiezza e rotazioni laterali
Un ulteriore fattore chiave sarà il dominio delle corsie laterali, aspetto centrale nel sistema offensivo dell’Atalanta. La squadra di Palladino utilizza tutta l’ampiezza del campo e, in circa il 60% delle azioni sviluppate su un lato, rifinisce e finalizza sull’esterno opposto, attraverso rotazioni continue e cambi di gioco.
Catene esterne e coperture preventive
In questo contesto, Zappacosta e Zalewski tendono ad alzarsi fino alla linea dei trequartisti, spesso in parallelo ai movimenti di De Ketelaere. Pertanto, sarà determinante il lavoro in ripiegamento di Koopmeiners e Locatelli, chiamati a chiudere le linee di passaggio verticali e a forzare l’Atalanta verso una circolazione orizzontale e a bassa pericolosità.
Difesa dell’area e densità centrale
Sul piano difensivo, servirà una prova di assoluta solidità. Kalulu dovrà accentrarsi con continuità per supportare Gatti, soprattutto quando, oltre a Scamacca, l’Atalanta porterà incursori centrali all’interno dei nostri 16 metri. In tal senso, la gestione delle marcature preventive e delle seconde palle rappresenterà un aspetto determinante.
Uscita dal basso e sviluppo a sinistra
Passando alla fase di possesso, sul lato sinistro con Cabal sarà necessario garantire ordine posizionale e pulizia tecnica. Le sue proiezioni in avanti sul primo possesso dovranno consentire a Locatelli di abbassarsi sul centro-sinistra, creando le condizioni per una costruzione pulita e una verticalizzazione immediata.
Attacco della profondità e campo aperto
Inoltre, questo meccanismo dovrà favorire lo sviluppo rapido verso destra, con l’obiettivo di mettere Conceição in campo aperto, sfruttandone velocità e qualità nell’uno contro uno.
Qualità tra le linee e rifinitura
Nell’ultimo terzo di campo, Miretti sarà chiamato a compiere un salto di qualità, aumentando ritmo e precisione nelle giocate. Considerata la condizione non ottimale di Yildiz, toccherà a lui garantirci creatività, connessioni e rifinitura tra le linee.
Pressione offensiva e occupazione dell’area
Infine, con McKennie sarà fondamentale mantenere lucidità e lettura dei momenti. In non possesso dovrà essere uno dei riferimenti nell’avvio della pressione corale alta; in fase offensiva, invece, sarà chiamato a occupare posizioni più centrali e ravvicinate a David, aumentando peso e presenza nell’area avversaria.
Variabile tecnica nel finale
Nei momenti finali della gara, per noi Zhegrova e Boga potranno rappresentare l’arma qualitativa in più dalla panchina, capaci di alzare il livello tecnico nell’ultimo quarto di gara e incidere quando gli spazi aumenteranno.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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