PRIMA SQUADRA
Llorente: “Conte tornerà alla Juventus, è l’allenatore ideale”. Poi la sentenza su Kolo Muani e il sogno Raphinha
Fernando Llorente presenta Celta Vigo-Juventus e analizza il momento bianconero: fiducia in Kolo Muani, giudizi su Spalletti e il ricordo di Vidal.
Llorente analizza la Juventus: le parole prima della sfida con il Celta Vigo
La vigilia europea della Juventus è anche l’occasione per fare il punto sul momento della squadra di Luciano Spalletti. A parlare è Fernando Llorente, ex attaccante bianconero, intervistato da La Gazzetta dello Sport per presentare la sfida di Europa League contro il Celta Vigo e approfondire diversi temi legati al presente e al futuro della formazione juventina.
Dalle caratteristiche degli avversari spagnoli alle prospettive della coppia offensiva formata da Randal Kolo Muani e Nick Woltemade, passando per Jonathan David, Dusan Vlahovic e il possibile ritorno di Antonio Conte: Llorente offre la propria lettura, senza rinunciare a qualche confronto con i campioni con cui ha condiviso lo spogliatoio. E quando gli viene chiesto di immaginare un grande colpo per il mercato, il nome scelto è quello di Raphinha.
Celta Vigo, Llorente indica i pericoli: “Occhio a Swedberg”
Il primo tema affrontato dall’ex centravanti riguarda proprio il Celta Vigo, avversario della Juventus in Europa League. Llorente riconosce le qualità della squadra spagnola, pur sottolineando le difficoltà incontrate in questa stagione e le partenze che hanno ridisegnato la rosa.
“Nella passata stagione la squadra di Giraldez è stata una delle principali rivelazioni spagnole, ma ora stanno faticando. In estate hanno ceduto giocatori importanti, a partire da Fer Lopez, trasferitosi in prestito al Wolverhampton. L’uomo di maggiore qualità resta Iago Aspas, una vera e propria leggenda a Vigo: ha giocato anche nel Liverpool e a Siviglia ci siamo soltanto sfiorati, ma con la maglia del Celta ha dato sempre il meglio. Mi piace Jutgla, un attaccante che lavora molto per la squadra. E occhio a Swedberg”.
Kolo Muani e Woltemade insieme? L’analisi dell’ex bianconero
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda l’attacco della Juventus. Llorente comprende le ragioni di Kolo Muani, che potrebbe rendere maggiormente accanto a un’altra punta, ma sottolinea anche l’importanza delle caratteristiche di Woltemade per far funzionare una possibile coppia offensiva.
“Da attaccante capisco il discorso di Kolo Muani, è più agevole giocare con una punta accanto. Ma io avevo Carlos Tevez, lui no. Woltemade e Kolo Muani possono funzionare in coppia, a patto che il tedesco sfrutti maggiormente il fisico per tenere la palla e vincere i duelli. A volte Woltemade mi sembra tecnico ma un po’ leggero. La vera stagione di Kolo Muani inizia ora che si è sbloccato anche in campionato, fidatevi di me. Il gol è fiducia, è tutto per un attaccante”.
Llorente si spinge poi a una previsione sul rendimento realizzativo dell’attaccante francese, convinto che possa raggiungere un traguardo importante nel corso della stagione.
“Conosco il francese da tanti anni: non è un goleador, però sono convinto che possa arrivare a 20 gol quest’anno. Lo penso e soprattutto me lo auguro per il bene della Juve. Senza un attaccante che segni con continuità diventa dura lottare per i trofei”.
David e Vlahovic, il giudizio di Llorente
L’intervista tocca anche il tema degli attaccanti che hanno attraversato momenti difficili con la maglia bianconera. Su Vlahovic, Llorente ritiene che non abbia senso continuare a guardare indietro, mentre per David invita a considerare quanto possa incidere il contesto tattico sul rendimento di un calciatore.
“Vlahovic è un capitolo chiuso, non ha senso pensarci. Quello che sta succedendo a David, invece, capita spesso. Simeone è un allenatore molto bravo, non un mago. Semplicemente non tutti i giocatori funzionano ovunque. David alla Juventus ha faticato, mentre all’Atletico ha trovato un gioco perfetto per lui. Non è colpa di nessuno, è il calcio”.
Cosa manca alla Juventus? “Non un campione come Tevez”
L’ex attaccante individua anche alcuni punti persi lontano da Torino come uno degli aspetti che hanno pesato sul cammino della Juventus. Secondo Llorente, in estate sono arrivati diversi giocatori di qualità, ma manca ancora un profilo capace di fare la differenza come faceva Carlos Tevez.
“Alla Juventus manca qualche punto in trasferta, penso alla sconfitta col Sassuolo o al pareggio di domenica a Cagliari. In estate sono arrivati tanti buoni giocatori. Ma non un campione come Tevez”.
Quando gli viene chiesto quale sarebbe il colpo da sogno per la squadra bianconera, Llorente sceglie invece un giocatore del Barcellona, apprezzandone la capacità di incidere sia in zona gol sia nel coinvolgimento dei compagni.
“Se posso sognare, allora mi immagino Raphinha del Barcellona alla Juventus. Attaccante totale, segna e dà la scossa ai compagni. È indemoniato”.
Conte alla Juventus? Llorente non ha dubbi
Tra i temi affrontati da Llorente c’è anche la possibilità di rivedere Antonio Conte sulla panchina bianconera. L’ex centravanti considera il tecnico salentino una figura ideale per la Juventus e lo mette sullo stesso piano di Carlo Ancelotti, sulla base della propria esperienza personale.
“Soltanto a una, la squadra del suo cuore. Prima o poi tornerà a casa sua, è l’allenatore ideale per la Juventus. Antonio è un top: lui e Ancelotti sono i migliori tecnici che ho avuto”.
Un eventuale ritorno di Conte, però, non dovrebbe diventare un peso per Luciano Spalletti. Llorente ritiene che l’attuale allenatore bianconero sia concentrato esclusivamente sul lavoro da svolgere e sugli obiettivi della squadra.
“Parliamo di un altro allenatore che ha esperienza e ha vinto: penso che si addormenti pensando a come migliorare la Juventus e non a Conte. Spalletti deve puntare a vincere l’Europa League e lottare per i primi posti in campionato. Le aspettative sono alte alla Juventus, ma non possiamo far finta di niente: le ultime stagioni sono state dure”.
Celta Vigo-Juventus, Llorente punta su Conceição e McKennie
In vista della sfida europea, Llorente indica alcuni giocatori che potrebbero rivelarsi decisivi. Il dribbling di Francisco Conceição e la qualità di Alajbegovic e Nico Gonzalez sono, secondo l’ex bianconero, armi importanti per provare a risolvere la partita con una giocata individuale. Ma c’è un altro calciatore per il quale nutre una particolare simpatia.
“Il dribbling di Conceiçao sarà l’arma in più. Alajbegovic e Nico hanno i colpi per risolvere la partita con una giocata. Io, però, ho un debole per McKennie”.
McKennie come Vidal? Il ricordo speciale del cileno
Proprio Weston McKennie è al centro dell’ultimo passaggio dell’intervista. Llorente ne apprezza la generosità e la capacità di incidere in entrambe le fasi, caratteristiche che gli ricordano Arturo Vidal. Il paragone, tuttavia, si accompagna a parole di grande ammirazione per il centrocampista cileno, con cui ha condiviso lo spogliatoio juventino.
“Ho un debole per lui. Ha qualcosa di Vidal: corre, rincorre e segna. Ma Arturo era un mostro, altra categoria. Mai visto prima e nemmeno dopo uno come lui. Vidal non era un professionista alla Chiellini o alla Marchisio, diciamo che aveva un altro tipo di vita… Poteva anche presentarsi stanco al campo, però poi in allenamento andava sempre più forte di tutti. Pazzesco, grandissimo compagno. Basterebbe Arturo alla Juve per tornare a vincere”.
Le parole di Llorente attraversano così diversi aspetti del mondo bianconero: il confronto europeo con il Celta Vigo, la ricerca di una maggiore continuità offensiva, le aspettative su Kolo Muani e il valore dei singoli nel progetto di Spalletti. Con uno sguardo al passato, rappresentato da Tevez e Vidal, e uno al futuro, nel quale l’ex attaccante immagina anche un nome di primo piano come Raphinha.
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