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CHAMPIONS LEAGUE

Juventus, quanto perde senza Champions: il confronto con l’Europa League

La Juventus torna in Europa League: il confronto con la Champions evidenzia un divario di oltre 32 milioni di euro già dai ricavi minimi.

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europa league per sorteggio

Juventus, Europa League e Champions: il confronto economico

La Juventus torna protagonista in Europa League e questa sera alle 21 affronterà il NEC all’Allianz Stadium. Dopo il sesto posto conquistato nella Serie A 2025/26, i bianconeri non sono riusciti a garantirsi l’accesso alla Champions League e sono quindi ripartiti dalla seconda competizione europea.

Sul campo l’obiettivo è quello di arrivare il più lontano possibile. Fuori dal campo, però, l’Europa League rappresenta anche una conseguenza economica importante per il club. Il confronto con la Champions League evidenzia infatti una distanza significativa già dai ricavi minimi garantiti dalla partecipazione.

Champions League, la Juventus avrebbe avuto una base da 47 milioni

Secondo le stime riportate da Calcio e Finanza, la partecipazione alla Champions League 2026/27 avrebbe garantito alla Juventus circa 47 milioni di euro come ricavo minimo di partenza.

La cifra comprende bonus di partecipazione, ranking, market pool e il premio minimo legato alla classifica della fase campionato. La simulazione prende addirittura in considerazione lo scenario peggiore, con la Juventus ultima nella graduatoria e sconfitta in tutte le otto partite della fase campionato.

Il dato permette quindi di comprendere immediatamente la dimensione del divario rispetto all’Europa League.

Europa League, per la Juventus 14,44 milioni di base

Nella seconda competizione UEFA la situazione cambia sensibilmente. La Juventus può contare su una base minima stimata in 14,44 milioni di euro.

Il dato comprende 4,31 milioni di bonus di partecipazione, 7,16 milioni legati alla quota europea, 2,89 milioni relativi alla quota non europea e 80 mila euro collegati alla posizione minima nella classifica.

La differenza rispetto ai circa 47 milioni ipotizzati per la Champions è di 32,56 milioni di euro.

Si tratta di un divario che, naturalmente, non rappresenta necessariamente la differenza finale tra i ricavi delle due competizioni. I risultati ottenuti sul campo possono infatti modificare sensibilmente gli introiti complessivi.

Il percorso può aumentare gli incassi

I 14,44 milioni rappresentano soltanto la base di partenza per la Juventus. Le vittorie e i pareggi nella fase campionato, la posizione finale nella graduatoria e l’eventuale qualificazione ai turni a eliminazione diretta possono aumentare progressivamente i ricavi.

A questo bisogna aggiungere l’effetto indiretto delle partite europee disputate all’Allianz Stadium. Un percorso più lungo significa infatti anche più gare casalinghe e, di conseguenza, ulteriori possibilità di generare incassi attraverso botteghino e hospitality.

La Juventus giocherà quattro partite in casa nella fase campionato contro NEC, Rennes, Omonia Nicosia e Real Sociedad. Le trasferte saranno invece contro Celta Vigo, AZ Alkmaar, Hapoel Beer-Sheva e Ferencváros.

Il confronto con la Champions resta però netto

Per comprendere meglio la distanza economica tra le due competizioni è significativo anche il riferimento all’ultima stagione per la quale sono disponibili i premi ufficiali.

Nel 2024/25 il Tottenham ha incassato circa 41 milioni di euro dalla UEFA conquistando l’Europa League. Una cifra comunque inferiore ai circa 47 milioni che, secondo la simulazione di Calcio e Finanza, la Juventus avrebbe potuto ottenere nella Champions League 2026/27 anche nello scenario peggiore possibile dal punto di vista dei risultati.

È questo il dato che fotografa meglio il peso economico della mancata qualificazione alla massima competizione europea.

Per la Juventus, dunque, l’Europa League rappresenta una possibilità concreta per aumentare gli introiti attraverso risultati e percorso, ma il punto di partenza resta molto distante da quello della Champions League.

I bianconeri dovranno quindi cercare di trasformare il cammino europeo in una fonte di ricavi il più possibile importante, riducendo almeno in parte il gap creato dalla mancata partecipazione alla competizione principale.

Il confronto iniziale parla chiaro: circa 47 milioni di euro dalla Champions contro 14,44 milioni dall’Europa League, con una differenza superiore ai 32,5 milioni di euro già alla partenza.

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