NEXT GEN
JUVENTUS 2-0 Juventus Next Gen: l’analisi del test in famiglia | Antonio Marino Match Analysis
I riferimenti verso l’inizio della stagione
L’ultima uscita prima dell’esordio ufficiale si è interrotta anzitempo per l’invasione di campo, privandoci di ulteriori minuti utili per verificare la crescita del gruppo. Nei 45’ giocati, però, abbiamo raccolto indicazioni precise: la connessione tra centrocampo e trequarti e alcune risposte individuali arrivate dalla Next Gen.
Douglas Luiz come connessione tra le linee
Douglas Luiz ha dato uno dei segnali più convincenti del test. Si è mosso in entrambi i mezzi spazi, abbassandosi quando serviva per liberare la zona e riattaccandola subito dopo. Una volta ricevuta palla, ha giocato quasi sempre di prima: cambiando lato quando c’era spazio o occupando rapidamente gli ultimi 30 metri per creare una superiorità. È la velocità della scelta a fare la differenza: capire cosa fare prima che la pressione possa arrivare e giocare con un tempo in meno. È una qualità che oggi ci serve e che può diventare centrale nel nostro modo di sviluppare la manovra.
La pressione deve ritrovare i tempi giusti
Senza palla ci è mancata la coordinazione necessaria per rendere efficace la prima pressione. Quando Locatelli usciva in avanti, non abbiamo accorciato con lui, allungando le distanze. A sinistra il problema è stato ancora più evidente: Yildiz rimaneva alto mentre Cambiaso si stringeva, lasciando in due occasioni troppo spazio sulla corsia. La Next Gen ha potuto così uscire trovando il passaggio tra le linee o cambiando gioco. Dobbiamo partire prima e accorciare in modo corale, riducendo le distanze già nel momento in cui inizia l’uscita.
Owusu, il valore del tempo guadagnato
Owusu in Next Gen ha dato continuità alla manovra anche sotto pressione, ricevendo con il corpo già orientato, giocando rapidamente di scarico e cercando subito la combinazione successiva, riuscendo spesso a uscire dalla pressione prima che questa potesse chiudersi. La differenza è tutta nel tempo della decisione: leggere prima la giocata gli permette di accelerare l’azione senza dover ricorrere a una soluzione forzata.
Oboavwoduo, la capacità di modificare la situazione
Oboavwoduo è uno di quei profili per cui il livello della Next Gen rischia di diventare stretto. Quando riceve largo in parità numerica, cerca subito la profondità: si muove prima sulla linea, guadagna metri e porta la difesa a modificare il proprio assetto. È una qualità che può incidere anche in una dimensione superiore, deve crescere nella costanza di rendimento e nella finalizzazione, ma gli strumenti per stare con noi ci sono. É un ragazzo che deve avere l’opportunità di misurarsi nel nostro calcio, dove può trasformare questi pregi in continuità, intensità e responsabilità.
Le risposte che arrivano dal futuro
Tra i pali, Ricky Radu ha dato sicurezza nelle letture e personalità nell’interpretazione del ruolo, trovando una grande parata su Kolo Muani su un’occasione con un indice di pericolosità superiore all’80%. È un portiere ancora giovane, che commette pochi errori e ha margini di crescita importanti: merita di entrare nel giro dei grandi. Niccolò Rizzo, classe 2007, ha reso difficile la partita a Yildiz nell’uno contro uno, riuscendo a limitarlo costantemente chiudendo i migliori spazi sul centro destra non dando possibilità di farsi superare internamente, cercando anche quando puntavamo con Cambiaso di accompagnare verso la linea piuttosto che intervenire e rischiare di lasciare vuoti nella sua area. Anche per lui questa dovrà essere la stagione di passaggio: deve completare lo switch di carriera e, per esprimere il suo potenziale, ha bisogno di trovare minuti in Prima Squadra. Poi c’è Corigliano, del 2009, che appartiene a un percorso ancora diverso: va accompagnato senza accelerare i tempi, ma il talento tecnico e la visione di gioco all’interno dell’ultimo terzo sono sopra la media. Per farlo crescere nel modo giusto, ha bisogno quanto prima di essere convocato in Serie A per iniziare a misurarsi con i grandi.
Contenuto originale – Antonio Marino Match Analysis
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